Silenzio assenso sull’autorizzazione alla revisione autoveicoli e interessi sensibili (C.G.A.R.S. n. 334 del 22.04.2025)

Principi di diritto (Massima)
L’esclusione del silenzio assenso prevista dall’art. 20, comma 4, l. n. 241/1990 per i procedimenti attinenti all’ambiente ha natura eccezionale e va interpretata con criteri restrittivi. Il termine “ambiente” riceve rilievo solo quando l’interesse sensibile assuma carattere determinativo dell’oggetto del procedimento, non essendo sufficiente un’attinenza indiretta o meramente eventuale. L’autorizzazione all’esercizio dell’attività di revisione di autoveicoli non rientra nella materia ambientale, pur comprendendo la verifica delle emissioni inquinanti. Ove sia decorso il termine di conclusione del procedimento, il titolo abilitativo si perfeziona per inerzia anche se la domanda non risulti conforme a legge, residuando all’amministrazione il solo potere di autotutela ai sensi dell’art. 21-nonies della stessa legge. Il provvedimento di diniego adottato tardivamente è illegittimo.

Il Fatto

La società appellante esercitava l’attività di revisione di autoveicoli in forza di originaria concessione emessa dalla Motorizzazione civile, rinnovata nel 2006. Nel 2015 presentava istanza di rilascio dell’autorizzazione prevista dall’art. 80, d.lgs. n. 285/1992 e dall’art. 239, d.P.R. n. 485/1992. Seguivano richieste di integrazione documentale, riscontrate dalla ditta, e solo con nota del 7 settembre 2023 la Motorizzazione disponeva l’archiviazione dell’istanza e la cessazione dei collegamenti al Portale dell’automobilista.

La società impugnava davanti al TAR Sicilia, Sezione staccata di Catania, che rigettava il ricorso. Il primo giudice escludeva la formazione del titolo per silenzio, ritenendo il procedimento riconducibile alla materia ambiente, e valorizzava il difetto della titolarità dei locali e l’assenza di una segnalazione certificata di agibilità.

La Motivazione della Corte

Il Collegio accoglie il primo motivo di appello. Preliminarmente rileva che l’amministrazione era già in possesso del certificato di agibilità e del titolo di comodato, cosicché la contestata carenza documentale non assumeva autonoma consistenza. Il nodo diviene allora l’applicabilità dell’eccezione al regime del silenzio assenso per gli interessi sensibili.

Richiamando la giurisprudenza costituzionale, e segnatamente la Corte cost. n. 307 del 1992 e la Corte cost. n. 641 del 1987, il Consiglio ricorda che la tutela dell’ambiente esclude l’autorizzazione implicita quando si impongano la salute e l’ambiente, beni garantiti dagli artt. 9 e 32 Cost. Trattandosi però di eccezione alla regola della semplificazione amministrativa, il riferimento all’ambiente va inteso in senso stringente: accoglierne una nozione ampia vanificherebbe la disciplina dell’art. 20 e sacrificherebbe gli interessi protetti dalla semplificazione, in coerenza con gli artt. 41 e 97 Cost.

L’attività di revisione degli autoveicoli risponde all’esigenza di garantire il controllo di idoneità dei veicoli alla circolazione attraverso la rete dei concessionari privati. Che tra gli accertamenti rientri anche la verifica delle emissioni inquinanti, ad avviso del Collegio, non rende il procedimento direttamente attinente alla materia ambiente. Il primo ordine di censure è quindi fondato.

Sul secondo profilo soccorre il principio espresso da Cons. Stato, Sez. VI, n. 5746 del 2022: il silenzio assenso risponde a una valutazione legale tipica, per cui l’inerzia equivale a provvedimento di accoglimento e gli effetti della fattispecie soggiacciono al medesimo regime dell’atto amministrativo. Il titolo si perfeziona anche quando la domanda non sia conforme a legge; diversamente si sottrarrebbero i titoli così formatisi alla disciplina dell’annullabilità e resterebbe in capo all’amministrazione un potere di disconoscimento in qualsiasi tempo. Decorso il termine, il potere primario di provvedere viene meno e residua la sola autotutela, pena la lesione dell’affidamento e del principio di collaborazione e buona fede.

Assorbito il secondo motivo, il Collegio accoglie l’appello, riforma la sentenza e annulla il provvedimento impugnato, essendosi formato il silenzio assenso sulla richiesta di autorizzazione. Spese compensate in ragione della particolarità della fattispecie.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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