Sospensione cautelare dell’ordinanza di sgombero e necessità di approfondimento istruttorio nel merito (TAR Puglia n. 269 del 27.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
In sede di incidente cautelare, la sospensione degli effetti di un’ordinanza dirigenziale di sgombero di un immobile di proprietà comunale può essere disposta allorché le questioni poste con il ricorso richiedano un approfondimento in sede di merito e sussista l’esigenza di garantire una decisione re adhuc integra. Il bilanciamento dei contrapposti interessi, in una fase a cognizione sommaria, deve tenere conto anche delle prospettive di riqualificazione dell’immobile e dell’onere, per l’Amministrazione, di documentare l’eventuale mutamento di destinazione d’uso dello stesso. La fissazione di un’udienza pubblica ravvicinata per la trattazione del merito costituisce coerente strumento per la composizione delle contrapposte esigenze.
Il Fatto
Una cittadina, in stato di disagio sociale e abitativo, occupava un immobile di proprietà comunale, sito in Castellaneta. Il Comune, a seguito di un sopralluogo della Polizia locale, adottava un’ordinanza dirigenziale con cui intimava alla ricorrente di rilasciare l’immobile entro quindici giorni, con l’avvertimento che, decorso il termine, si sarebbe proceduto allo sgombero coatto in via amministrativa.
Avverso tale provvedimento, nonché contro gli atti presupposti e connessi, tra cui una delibera di Giunta comunale, la ricorrente proponeva ricorso dinanzi al TAR Puglia, chiedendo, in via incidentale, la sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza impugnata.
La Motivazione della Corte
Il Tribunale, rilevata la propria giurisdizione e competenza, ha ritenuto di accogliere l’istanza cautelare. La decisione si fonda su un ponderato bilanciamento dei contrapposti interessi emergenti in sede cautelare, valutando, da un lato, l’interesse pubblico connesso al rilascio dell’immobile e ai programmati lavori di riqualificazione del complesso immobiliare e, dall’altro, la posizione di particolare vulnerabilità della ricorrente.
Il Collegio ha evidenziato che le questioni giuridiche sollevate con il ricorso necessitano di un approfondimento in sede di merito, non potendo essere risolte compiutamente nella presente fase a cognizione sommaria. Tale esigenza di approfondimento ha giustificato la sospensione interinale degli effetti dell’ordinanza dirigenziale, al fine di consentire al Tribunale una decisione adhuc integra.
Nell’ottica di una completa comparazione degli interessi, il TAR ha fissato l’udienza pubblica di merito in data ravvicinata, considerate le tempistiche rappresentate dall’Amministrazione in merito ai lavori di riqualificazione dell’immobile. Inoltre, il Tribunale ha imposto al Comune di depositare, in vista dell’udienza pubblica, la documentazione relativa al dedotto mutamento di destinazione d’uso dell’immobile, da alberghiero ad edilizia residenziale pubblica, circostanza potenzialmente rilevante ai fini della decisione.
L’esito finale è stato, pertanto, l’accoglimento dell’istanza cautelare e la conseguente sospensione dell’ordinanza dirigenziale gravata, con compensazione delle spese della fase cautelare.
Nota della Redazione
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