Ritardo nell’aggiornamento della Strategia nazionale e accumulo di residui (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 65 del 09.07.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 100, comma 2, Cost. e dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi di legge e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Nel settore della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, il grave ritardo nell’aggiornamento del documento, da realizzare entro il dicembre 2020 e avvenuto solo nel settembre 2023, integra un inadempimento degli obblighi di cui all’art. 34 del d.lgs. n. 152/2006, cui consegue un pregiudizio per l’attuazione delle politiche pubbliche e un anomalo accumulo di residui. La Corte raccomanda pertanto la semplificazione dei processi decisionali, il puntuale riassorbimento delle economie e lo sviluppo di azioni di impulso verso le amministrazioni territoriali inadempienti.
Il Fatto
Con deliberazione adottata all’esito dell’adunanza pubblica del 20 giugno 2024, la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato approva la relazione sullo stato di attuazione delle azioni di supporto alla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. L’indagine, inserita nel programma di controllo per l’anno 2022 e per il triennio 2022/2024, riguarda la gestione interna dell’Agenda 2030 e verifica l’efficace impiego delle risorse stanziate sul capitolo 7953.
L’attività istruttoria, riferita al periodo 2018-2023, è condotta mediante l’esame delle risultanze contabili e l’acquisizione di memorie e note delle amministrazioni interessate. La vicenda essenziale concerne il mancato rispetto dei termini di aggiornamento della Strategia e il conseguente accumulo di residui, che induce la Corte a formulare specifiche raccomandazioni al Ministero competente.
La Motivazione della Corte
La Sezione muove dalla ricostruzione del quadro normativo. La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS), approvata con delibera CIPE n. 108 del 22 dicembre 2017, costituisce lo strumento di coordinamento per l’attuazione dell’Agenda 2030 e deve essere sottoposta a revisione con cadenza almeno triennale secondo l’art. 34 del d.lgs. n. 152/2006. Il Collegio rileva un profilo di sufficiente compliance istituzionale rispetto ai doveri di legge, non emergendo irregolarità contabili rilevanti.
Tuttavia, la Corte accerta un grave ritardo nell’aggiornamento della Strategia: l’attività propedeutica è stata avviata solo nell’ottobre 2020, a fronte del termine legislativo del dicembre 2020, con un ritardo di quasi tre anni rispetto alle previsioni, essendo il documento definitivamente approvato dal CITE solo il 18 settembre 2023. Le giustificazioni addotte dal Ministero — la pandemia da Covid-19 e le modifiche alla governance intervenute con il susseguirsi di provvedimenti — sono ritenute solo in parte riferibili alla situazione. La Sezione osserva che, di fronte a una pluralità di organi di coordinamento, risulta singolare che l’inerzia venga attribuita proprio alla mancanza di coordinamento, interrogandosi sull’opportunità di anticipare l’avvio dei processi di revisione in vista delle future scadenze.
Il ritardo si è riflesso sull’attività di spesa, determinando il notevole accumulo di residui, passati da 3.230.078 euro nel 2018 a oltre 13 milioni di euro al termine del 2023. Il Collegio rileva che tale anomalia ha indotto il Ministero a predisporre un piano di riassorbimento dei residui entro il 2024, in linea di principio idoneo allo scopo, purché attuato con la necessaria determinazione. Positivo è il giudizio sul sistema di monitoraggio integrato avviato, che agevolerà la valutazione dell’impatto delle politiche.
Quanto all’ambito territoriale, la Corte dà atto dell’attività di impulso svolta dal Ministero verso Regioni, Province autonome e Città metropolitane, ma rileva che le Regioni Basilicata, Toscana e Calabria non hanno ancora formalizzato le proprie strategie, con il rischio di mancato rispetto del termine fissato al 18 settembre 2024. Il Collegio ritiene che i temi della cultura e della partecipazione per la sostenibilità presentino ancora margini di miglioramento.
All’esito del contraddittorio in adunanza pubblica, i rappresentanti intervenuti hanno confermato l’adesione alle osservazioni della Sezione, rinnovando l’impegno alla semplificazione normativa tra le competenze CITE e CIPESS e preannunciando un monitoraggio condotto dall’OIV del Ministero. La Sezione raccomanda quindi una riflessione sulla semplificazione dei processi decisionali, la valorizzazione del sistema di monitoraggio, la puntuale attuazione del piano di riassorbimento dei residui e lo sviluppo di azioni di confronto con le Regioni inadempienti.
Nota della Redazione
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