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Art. 621 c.c. Pubblicazione del testamento segreto
Il testamento segreto deve essere aperto e pubblicato dal notaio appena gli perviene la notizia della morte del testatore. Chiunque crede di avervi interesse può chiedere, con ricorso al giudice di pace del luogo in cui si è aperta la successione, che sia fissato un termine per l’apertura e la pubblicazione. Si applicano le disposizioni…
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Art. 622 c.c. Comunicazione dei testamenti alla pretura
Il notaio deve trasmettere alla cancelleria del tribunale, nella cui giurisdizione si è aperta la successione, copia in carta libera dei verbali previsti dagli articoli 620 e 621 e del testamento pubblico. Funzione della norma L’art. 622 c.c. disciplina un adempimento successivo alla pubblicazione del testamento olografo e alla pubblicazione del testamento segreto, imponendo al…
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Art. 623 c.c. Comunicazioni agli eredi e legatari
Il notaio che ha ricevuto un testamento pubblico, appena gli è nota la morte del testatore, o, nel caso di testamento olografo o segreto, dopo la pubblicazione, comunica l’esistenza del testamento agli eredi e legatari di cui conosce il domicilio o la residenza. Funzione della norma L’art. 623 c.c. disciplina la comunicazione individuale dell’esistenza del…
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Art. 624 c.c. Violenza, dolo, errore
La disposizione testamentaria può essere impugnata da chiunque vi abbia interesse quando è l’effetto di errore, di violenza o di dolo. L’errore sul motivo, sia esso di fatto o di diritto, è causa di annullamento della disposizione testamentaria, quando il motivo risulta dal testamento ed è il solo che ha determinato il testatore a disporre.…
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Art. 625 c.c. Erronea indicazione dell’erede o del legatario o della cosa che forma oggetto della disposizione
Se la persona dell’erede o del legatario è stata erroneamente indicata, la disposizione ha effetto, quando dal contesto del testamento o altrimenti risulta in modo non equivoco quale persona il testatore voleva nominare. La disposizione ha effetto anche quando la cosa che forma oggetto della disposizione è stata erroneamente indicata o descritta, ma è certo…
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Art. 626 c.c. Motivo illecito
Il motivo illecito rende nulla la disposizione testamentaria, quando risulta dal testamento ed è il solo che ha determinato il testatore a disporre. Funzione della norma: il binomio risultanza e determinanza L’art. 626 c.c. ha una funzione selettiva e non generale: non assoggetta a controllo tutti gli scopi soggettivi del testatore, ma colpisce con nullità…
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Art. 627 c.c. Disposizione fiduciaria
Non è ammessa azione in giudizio per accertare che le disposizioni fatte a favore di persona dichiarata nel testamento sono soltanto apparenti e che in realtà riguardano altra persona, anche se espressioni del testamento possono indicare o far presumere che si tratta di persona interposta. Tuttavia la persona dichiarata nel testamento, se ha spontaneamente eseguito…
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Art. 628 c.c. Disposizione a favore di persona incerta
È nulla ogni disposizione fatta a favore di persona che sia indicata in modo da non poter essere determinata. Funzione della norma L’art. 628 c.c. colpisce con nullità la disposizione testamentaria fatta a favore di una persona che non possa essere determinata né determinabile. La funzione della norma è assicurare la certezza soggettiva della volontà…
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Art. 629 c.c. Disposizioni a favore dell’anima
Le disposizioni a favore dell’anima sono valide qualora siano determinati i beni o possa essere determinata la somma da impiegarsi a tale fine. Esse si considerano come un onere a carico dell’erede o del legatario, e si applica l’art. 648. Il testatore può designare una persona che curi la esecuzione della disposizione, anche nel caso…
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Art. 630 c.c. Disposizioni a favore dei poveri
Le disposizioni a favore dei poveri e altre simili, espresse genericamente, senza che si determini l’uso o il pubblico istituto a cui beneficio sono fatte, s’intendono fatte in favore dei poveri del luogo in cui il testatore aveva il domicilio al tempo della sua morte, e i beni sono devoluti all’ente comunale di assistenza. La…
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Art. 631 c.c. Disposizioni rimesse all’arbitrio del terzo
È nulla ogni disposizione testamentaria con la quale si fa dipendere dall’arbitrio di un terzo l’indicazione dell’erede o del legatario, ovvero la determinazione della quota di eredità. Tuttavia è valida la disposizione a titolo particolare in favore di persona da scegliersi dall’onerato o da un terzo tra più persone determinate dal testatore e appartenenti a…
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Art. 632 c.c. Determinazione di legato per arbitrio altrui
È nulla la disposizione che lascia al mero arbitrio dell’onerato o di un terzo di determinare l’oggetto o la quantità del legato. Sono validi i legati fatti a titolo di rimunerazione per i servizi prestati al testatore, anche se non ne sia indicato l’oggetto o la quantità. Funzione della norma L’art. 632 c.c. disciplina la…
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Art. 633 c.c. Condizione sospensiva o risolutiva
Le disposizioni a titolo universale o particolare possono farsi sotto condizione sospensiva o risolutiva. Funzione della norma L’art. 633 c.c. pone la regola di apertura della materia, ammettendo che le disposizioni testamentarie possano essere sottoposte a condizione sospensiva o risolutiva. Il testatore può quindi subordinare l’efficacia della disposizione, oppure la sua cessazione, a un evento…
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Art. 634 c.c. Condizioni impossibili o illecite
Nelle disposizioni testamentarie si considerano non apposte le condizioni impossibili e quelle contrarie a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume, salvo quanto è stabilito dall’art. 626. Funzione della norma: la regola sabiniana e la conservazione della disposizione L’art. 634 c.c. disciplina, nella sola materia delle disposizioni testamentarie, l’effetto delle condizioni impossibili o illecite,…
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Art. 635 c.c. Condizione di reciprocità
È nulla la disposizione a titolo universale o particolare fatta dal testatore a condizione di essere a sua volta avvantaggiato nel testamento dell’erede o del legatario. Funzione della norma La ratio della norma è evitare che la disposizione testamentaria venga piegata a una logica di scambio o di vincolo tra due volontà, così che il…
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Art. 636 c.c. Divieto di nozze
È illecita la condizione che impedisce le prime nozze o le ulteriori. Tuttavia il legatario di usufrutto o di uso, di abitazione o di pensione, o di altra prestazione periodica per il caso o per il tempo del celibato o della vedovanza, non può goderne che durante il celibato o la vedovanza. Funzione della norma…
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Art. 637 c.c. Termine
Si considera non apposto a una disposizione a titolo universale il termine dal quale l’effetto di essa deve cominciare o cessare. Funzione della norma: solo l’istituzione di erede L’art. 637 c.c. non disciplina il termine in generale, ma solo il termine che pretenda di far cominciare o cessare nel tempo l’effetto di una istituzione di…
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Art. 638 c.c. Condizione di non fare o di non dare
Se il testatore ha disposto sotto la condizione che l’erede o il legatario non faccia o non dia qualche cosa per un tempo indeterminato, la disposizione si considera fatta sotto condizione risolutiva, salvo che dal testamento risulti una contraria volontà del testatore. Funzione della norma L’art. 638 c.c. disciplina una particolare condizione testamentaria negativa, consistente…
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Art. 639 c.c. Garanzia in caso di condizione risolutiva
Se la disposizione testamentaria è sottoposta a condizione risolutiva, l’autorità giudiziaria, qualora ne ravvisi l’opportunità, può imporre all’erede o al legatario di prestare idonea garanzia a favore di coloro ai quali l’eredità o il legato dovrebbe devolversi nel caso che la condizione si avverasse. Funzione della norma L’art. 639 c.c. disciplina la garanzia che può…
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Art. 640 c.c. Garanzia in caso di legato sottoposto a condizione sospensiva o a termine
Se a taluno è lasciato un legato sotto condizione sospensiva o dopo un certo tempo, l’onerato può essere costretto a dare idonea garanzia al legatario, salvo che il testatore abbia diversamente disposto. La garanzia può essere imposta anche al legatario quando il legato è a termine finale.