Controllo PNRR sulla ricerca biomedica del SSN e raccomandazione sul monitoraggio finanziario (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 4 del 05.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge 14 gennaio 1994, n. 20, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Nell’attuazione del PNRR tale controllo è esercitato dalla Corte dei conti, ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. 31 maggio 2021, n. 77, con valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia circa l’acquisizione e l’impiego delle risorse finanziarie. Il raggiungimento delle Milestone e dei Target non esaurisce l’oggetto del controllo: permane l’esigenza di monitorare la conclusione dei progetti e il conseguimento degli obiettivi scientifici. Il controllo è soggetto alla sola rendicontazione di performance e non anche a quella di spesa. All’amministrazione compete di acquisire costantemente lo stato di avanzamento dei dati finanziari e della realizzazione fisica e procedurale degli investimenti.

Il Fatto

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha esaminato, con riferimento al 31 dicembre 2024, lo stato di attuazione dell’Investimento 2.1 della Missione 6, Componente 2 del PNRR, dedicato alla valorizzazione e al potenziamento della ricerca biomedica del SSN. L’indagine si colloca nel quadro programmatico dei controlli sulla gestione delle amministrazioni statali nel contesto PNRR.

L’istruttoria è stata condotta sugli elementi informativi trasmessi dal Ministero della salute a seguito di richiesta formalizzata il 18 dicembre 2024. Il rapporto è stato approvato dal Collegio e trasmesso alle Presidenze delle Camere, alla Presidenza del Consiglio dei ministri e alle amministrazioni interessate.

La Motivazione della Corte

L’investimento oggetto di esame dispone di risorse complessive pari a 524.140.000 euro, accantonate su contabilità speciale. Il percorso attuativo si articola in due bandi pubblici, il primo pubblicato il 20 aprile 2022 e il secondo il 24 aprile 2023. La Corte ricostruisce le fasi effettive dando conto degli scostamenti rispetto alla tempistica originaria e della ricollocazione dei residui del primo bando nel secondo.

Quanto alla Milestone nazionale M6C2-00-ITA-21, la Corte ne accerta il conseguimento mediante l’indizione del primo bando e la stipula delle convenzioni con i destinatari istituzionali. Analogo accertamento riguarda la M6C2-00-ITA-22, raggiunta a giugno 2024, in anticipo rispetto al cronoprogramma, per effetto della registrazione delle convenzioni relative ai 334 progetti del secondo bando. Il Collegio precisa che la Milestone europea è ancora in corso di conseguimento.

Il passaggio più rilevante riguarda i Target europei M6C2-2 e M6C2-3, entrambi attesi entro il quarto trimestre 2025. La Corte rileva che il Ministero ha raggiunto il Target nazionale M6C2-2-ITA-1, avendo assicurato il riconoscimento delle anticipazioni su tutti i progetti del primo bando, e sta attivando le procedure di erogazione degli anticipi sul secondo bando, per un importo pari al 40 per cento delle risorse riconosciute. La verifica si fonda sulle risultanze del sistema ReGiS, che registra 554 progetti riferiti ai due bandi.

La Corte segnala un profilo di perplessità già emerso nel precedente rapporto, relativo all’anticipazione delle somme per i compensi ai revisori con risorse del bilancio ordinario, il cui incameramento a favore dello Stato resta subordinato al raggiungimento dei Target comunitari. Sul piano delle raccomandazioni, il Collegio invita l’amministrazione a proseguire l’attività di coordinamento, rilevazione e controllo, acquisendo costantemente lo stato di avanzamento dei dati finanziari e della realizzazione fisica e procedurale degli investimenti collegati a Milestone e Target. Quanto alla riforma degli IRCCS, attuata con il d.lgs. 23 dicembre 2022, n. 200, la Corte ritiene necessario che l’amministrazione continui a monitorarne puntualmente l’attuazione. Le amministrazioni dovranno comunicare entro quattro mesi le misure consequenziali adottate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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