Controllo gestione Pnrr su ritardi e rimodulazione del Servizio civile digitale (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 5 del 02.02.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge 14 gennaio 1994, n. 20, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi di legge e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Per gli interventi finanziati dal Pnrr, l’art. 7, comma 7, d.l. 31 maggio 2021, n. 77, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, impone alla Corte dei conti valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia circa l’acquisizione e l’impiego delle risorse. Il mancato raggiungimento di un target europeo e il ritardo nell’esecuzione dei contratti esecutivi costituiscono oggetto di rilievo e di sollecitazione all’amministrazione, che deve rimuovere gli ostacoli con tempestività per non compromettere gli obiettivi fissati in sede europea.
Il Fatto
L’indagine riguarda il Servizio civile digitale, sub-investimento 1.7.1 della componente M1C1 del Pnrr, dotato di 60 milioni di euro. La misura seleziona giovani operatori volontari che, formati come “facilitatori digitali”, aiutano i cittadini nell’uso delle tecnologie.
L’amministrazione titolare è il Dipartimento per la trasformazione digitale; soggetto attuatore è il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale. La Sezione aveva già esaminato la misura con la deliberazione del 14 luglio 2022, n. 20/2022/G e con la successiva dell’8 febbraio 2023, n. 2/2023/G. Con richiesta istruttoria dell’8 novembre 2023 ha chiesto lo stato di avanzamento al 31 dicembre 2023, ottenendo risposta il 16 gennaio 2024.
La Motivazione della Corte
Il primo ciclo di programmazione risulta concluso. L’amministrazione ha però rappresentato che le cause del mancato conseguimento del target di giugno 2023 — 2.400 operatori volontari — vanno individuate nei limiti numerici all’impiego di volontari per singolo progetto e nella scarsa consuetudine degli enti a progetti digitali.
La Sezione rileva che il numero di operatori effettivamente avviati al servizio al giugno 2023 è inferiore a quanto previsto dal target italiano M1C1-00-ITA-68, prende atto degli impegni assunti dall’amministrazione e sollecita una tempestiva azione di rimozione degli ostacoli.
Il secondo ciclo è parimenti concluso: il decreto del Capo del Dipartimento n. 595 del 4 luglio 2023 ha finanziato 76 programmi per 4.629 operatori volontari, con oltre 29.000 domande presentate. La Sezione rileva tuttavia che al 15 novembre 2023 gli avviati erano solo 83, con una copertura dell’1,8 per cento. Per il terzo ciclo auspica la puntuale osservanza dei tempi, previsti nel secondo trimestre 2024.
Le criticità maggiori riguardano le azioni centralizzate. Il contratto esecutivo con il Rti Intellera s.p.a. presenta uno slittamento di circa otto mesi: alla scadenza del 29 febbraio 2024 si realizzerà al massimo il 45 per cento delle attività, con economia di 1.302.072,00 euro oltre Iva. I ritardi derivano da profili di privacy nella formazione dei volontari e dalla tardiva disponibilità delle piattaforme di monitoraggio ed e-learning.
L’amministrazione ha prospettato due rimedi: le varianti in corso d’opera per estendere il contratto al 27 aprile 2024, oppure la proroga tecnica con nuovo affidamento. La Sezione prende atto delle soluzioni, ma sollecita immediatezza, perché i ritardi non risolti farebbero correre il rischio concreto di non raggiungere i target europei della misura.
Nota della Redazione
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