Rimborso spese legali al militare assolto se fatto connesso al servizio (TAR Sardegna n. 406 del 27.05.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il rimborso delle spese legali previsto dall’art. 18, comma 1, del d.l. n. 67/1997, convertito dalla legge n. 135/1997, presuppone che il procedimento penale sia stato promosso in conseguenza di fatti e atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali e si sia concluso con l’esclusione della responsabilità. La connessione richiesta non ricorre quando il fatto contestato trova nel rapporto di servizio una mera occasione, essendo stato posto in essere per ragioni personali e in conflitto con gli interessi dell’Amministrazione. Il rimborso esige un nesso di immedesimazione organica, cioè la riferibilità della condotta all’ente di appartenenza e l’imputazione a questo dei relativi effetti. Non basta il favorevole esito del giudizio penale, né la qualificazione del reato come proprio, perché la norma è di stretta applicazione e incide sulla spesa pubblica.

Il Fatto

Il ricorrente, maresciallo capo dei Carabinieri, è stato sottoposto a procedimento penale davanti al Tribunale militare per simulazione di infermità e truffa militare continuate e aggravate. Gli si contestava di aver simulato innanzi ai sanitari infermità inesistenti per sottrarsi all’obbligo di servizio, mentre nel medesimo periodo partecipava a una competizione internazionale di triathlon svoltasi all’estero.

Con sentenza di primo grado, confermata in appello e divenuta irrevocabile, il militare è stato assolto perché il fatto non sussiste. All’esito della vicenda chiedeva quindi all’Amministrazione della difesa il rimborso delle spese legali ai sensi dell’art. 18 del d.l. n. 67/1997. L’istanza veniva respinta con preavviso di rigetto e successiva determinazione definitiva, sulla base della ritenuta estraneità dei fatti al servizio. Il ricorrente impugnava gli atti davanti al TAR, deducendo violazione di legge ed eccesso di potere.

La Motivazione della Corte

Il Collegio individua il thema decidendum nel secondo dei tre presupposti posti dall’art. 18: la connessione tra fatti e atti oggetto del giudizio penale e l’espletamento del servizio. Il dato letterale, osserva il TAR, àncora il rimborso a un collegamento qualificato, che non si esaurisce nel favorevole esito del procedimento.

Richiamando la giurisprudenza amministrativa, il Tribunale ribadisce che l’imputazione deve riguardare un’attività svolta in diretta connessione con i fini funzionali dell’ente e, come tale, a esso imputabile. Occorre il c.d. nesso di immedesimazione organica: il dipendente deve aver agito in nome e per conto, oltre che nell’interesse, dell’Amministrazione. La connessione non sussiste quando lo svolgimento del servizio costituisce mera occasione del compimento degli atti che danno origine al procedimento.

Il Collegio valorizza l’insegnamento della Cons. Stato n. 8524/2020 e delle sentenze C.G.A.R.S. nn. 185 e 186 del 4.3.2021. Da un lato, la norma tutela il dipendente coinvolto nel processo solo in ragione del suo status, perché vittima di condotte altrui diffamatorie o calunniose. Dall’altro, il rimborso non spetta quando la contestazione riguardi un atto o un comportamento posto in essere per ragioni personali, ancorché in occasione del servizio, o potenzialmente idoneo a generare un conflitto di interessi con l’Amministrazione.

Applicando tali coordinate al caso concreto, il TAR rileva che i capi di imputazione escludevano qualsiasi collegamento tra i fatti e l’espletamento del servizio. La condotta contestata trovava nel rapporto di servizio solo una mera occasione, essendo stata posta in essere per ragioni personali ed estranee al contesto operativo. Il fatto che non fossero stati addebitati reati comuni non basta, per la Corte, a integrare la connessione richiesta.

La motivazione dell’Amministrazione risulta pertanto coerente con la normativa e con l’orientamento consolidato. Il ricorso è respinto, con condanna del ricorrente alla rifusione delle spese di causa, liquidate in € 1.500,00.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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