Accesso agli atti e metodo AHP: il modello applicativo è conoscibile (TAR Lazio n. 2116 del 03.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
Una volta che l’amministrazione ha liberamente prescelto un determinato metodo di classificazione di enti, progetti o soggetti ai fini dell’individuazione dei destinatari di attività concessorie o di erogazioni, l’applicazione del metodo prescelto rientra nella fase pienamente tecnica ed esecutiva di natura procedimentale. Sul piano del diritto di accesso, ciò comporta che gli interessati devono poter conoscere interamente tutti i presupposti tecnici e documentali dai quali dipende l’applicazione concreta del modello eletto, al fine di poterne replicare il processo decisionale e verificarne eventuali limiti o presupposti. Non integra, pertanto, un inammissibile controllo generalizzato dell’operato dell’amministrazione, vietato dall’art. 24, comma 3, legge n. 241/1990, l’istanza di accesso che sia puntuale ed analitica e sorretta da uno specifico interesse alla difesa in giudizio. Né può opporsi che l’istanza abbia ad oggetto atti o documenti non esistenti, poiché l’ufficio, ove alcuno dei documenti richiesti non sia disponibile, è tenuto a darne semplice attestazione. Il termine di trenta giorni per consentire l’accesso decorre dalla comunicazione o dalla notifica della sentenza.

Il Fatto

La società ricorrente gestisce un ippodromo in virtù di una convenzione stipulata nel 2006 e partecipa alla ripartizione delle sovvenzioni pubbliche destinate agli ippodromi. Con nota PEC del 15.09.2025 ha chiesto al MASAF copia integrale della documentazione relativa alle diverse fasi applicative del modello decisionale multicriterio Analytic Hierarchy Process (AHP), adottato con il D.M. n. 644641 del 06.12.2024 per la classificazione degli ippodromi: strutturazione del modello e scelta dei criteri, attribuzione dei pesi, matrici di confronto a coppie, definizione delle scale di valutazione, attribuzione dei punteggi e graduatoria finale.

L’amministrazione ha riscontrato con la nota PEC del 14.10.2025, qualificando l’istanza come controllo amministrativo generalizzato e come richiesta di elaborazione di nuovi documenti, trasmettendo solo la relazione istruttoria prot. n. 662496 del 16.12.2024, già pubblicata sul sito istituzionale. La società ha quindi impugnato il diniego davanti al TAR Lazio, deducendo l’autonomia dell’istanza rispetto a precedenti accessi e la sussistenza di un interesse concreto, diretto ed attuale, anche ai fini della difesa in giudizi pendenti.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dalla natura del metodo prescelto. Il confronto a coppie, di cui l’AHP costituisce una delle possibili tecniche, è un sistema di valutazione qualitativa che mira ad assicurare trasparenza, oggettività ed imparzialità nell’apprezzamento dei diversi livelli di valutazione. Esso genera matrici di giudizio da cui derivano i punteggi finali, riducendo l’effetto scala dei punteggi numerici assoluti e consentendo la valutazione comparativa delle posizioni.

La scelta del metodo e la costruzione del modello applicativo concreto rientrano nella discrezionalità amministrativa. Ma una volta individuati i sistemi multilivello di valutazione, la stessa natura del metodo prescelto — ispirato a trasparenza e neutralità del processo decisionale — presuppone necessariamente che gli operatori interessati abbiano titolo a conoscere nei dettagli l’intero sistema applicativo, sia riguardo ai criteri prescelti, sia riguardo alla loro effettiva applicazione al caso concreto.

Ne deriva che l’elencazione puntuale di tutti gli atti oggetto dell’istanza, a dispetto della sua lunghezza, è la declinazione analitica delle documentazioni che il corretto utilizzo del metodo presuppone. Non può quindi sostenersi che l’istanza abbia ad oggetto atti o documenti non esistenti da formare: l’ufficio, ove alcuni documenti richiesti non siano disponibili, dovrà semplicemente attestarlo, restando impregiudicate le conseguenze sulla validità del risultato finale del metodo di confronto nei giudizi pendenti.

Quanto al dedotto carattere di controllo generalizzato, il Collegio esclude che l’istanza sia volta ad un controllo politico o generalizzato dell’amministrazione, essendo gli atti richiesti organicamente e tecnicamente necessari ai fini della piena e corretta applicazione del metodo di classificazione. L’esercizio della discrezionalità si consuma nella scelta del modello: la sua applicazione appartiene alla fase tecnica ed esecutiva, in cui gli interessati devono poter conoscere tutti i presupposti tecnici e documentali, specie ove il modello presupponga valutazioni di tipo discrezionale-tecnico da rendere con motivazione trasparente.

Il ricorso è pertanto accolto, con obbligo per l’amministrazione di consentire l’accesso entro trenta giorni dalla comunicazione o dalla notifica della sentenza. Le spese sono integralmente compensate tra le parti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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