Accesso difensivo e civico alla documentazione di esercizio commerciale: l’istanza generica ed esplorativa non sussiste se gli atti sono individuati in relazione alla tutela giurisdizionale (TAR Lazio n. 13130 del 17.07.2026)

Principi di diritto (Massima)
L’istanza di accesso documentale non è generica o esplorativa quando, ancorché formulata con riferimento ampio a “tutta la documentazione” detenuta dall’Amministrazione, individua gli atti di cui si chiede l’ostensione in relazione a una specifica situazione giuridica da tutelare in giudizio, indicando categorie di atti e richiamando il contesto fattuale e procedimentale. In tal caso sussiste il nesso di strumentalità necessaria tra la documentazione richiesta e la situazione finale controversa, attestato dalla legittimazione per vicinitas e dall’interesse difensivo. L’istanza di annullamento in autotutela proposta dal privato, ai sensi dell’art. 21-nonies, comma 2-bis, della legge n. 241/1990, non fa sorgere in capo all’Amministrazione alcun obbligo di avviare il procedimento di riesame né di pronunciarsi espressamente: l’attivazione del potere di autotutela non è coercibile dall’esterno e l’inerzia non è impugnabile ai sensi dell’art. 117 c.p.a.

Il Fatto

Un condominio e i singoli condomini, titolari di diritti reali su immobili prospicienti un esercizio commerciale di somministrazione di alimenti e bevande, chiedevano all’Amministrazione l’accesso alla documentazione relativa all’attività, sia in chiave difensiva, avendo proposto istanza di annullamento in autotutela dei titoli abilitativi, sia in chiave di accesso civico. L’Amministrazione negava l’ostensione, ritenendo l’istanza generica e meramente esplorativa, e non riteneva coerente la richiesta di applicazione di un’ordinanza sindacale.

I ricorrenti proponevano quindi azione ex art. 116 c.p.a. avverso il diniego, azione ex art. 117 c.p.a. avverso il silenzio sulla richiesta di autotutela e domanda di annullamento della nota con cui l’Amministrazione aveva respinto l’istanza di applicazione dell’ordinanza. Roma Capitale e la società controinteressata si costituivano eccependo l’inammissibilità delle azioni esperite.

La Motivazione della Corte

Quanto all’accesso documentale, il Collegio rileva come la motivazione del diniego — basata sull’asserta genericità dell’istanza — non trovi riscontro nel tenore letterale della stessa. L’istanza, pur riferita a “tutta la documentazione” detenuta dall’Amministrazione, elencava analiticamente le categorie di atti di cui si chiedeva l’ostensione: la SCIA di avvio dell’attività, gli atti autorizzativi, i verbali di sopralluogo, gli accertamenti e le sanzioni. Tale indicazione, lungi dall’integrare una richiesta esplorativa, individuava gli atti nei limiti di quanto conoscibile dagli istanti in relazione all’inizio dell’attività della controinteressata.

Il Tribunale riconosce, inoltre, la legittimazione dei ricorrenti, discendente dal rapporto di vicinitas con l’esercizio commerciale e dalla titolarità di diritti reali sugli immobili, nonché l’interesse ostensivo, ravvisando il nesso di strumentalità necessaria tra la documentazione richiesta e la situazione finale controversa, in coerenza con la giurisprudenza del Consiglio di Stato. L’azione di accesso è pertanto accolta, con ordine all’Amministrazione di esibire gli atti entro venti giorni.

Diversamente, l’azione ex art. 117 c.p.a. è dichiarata inammissibile: l’istanza di annullamento in autotutela, ancorché qualificata ai sensi dell’art. 21-nonies, comma 2-bis, della legge n. 241/1990, non determina l’insorgenza di un obbligo di provvedere coercibile. L’attivazione del procedimento di riesame dell’atto amministrativo resta rimessa alla discrezionalità dell’Amministrazione e non può essere imposta dal privato, non essendo configurabile un’inerzia rilevante ex art. 117 c.p.a.

Quanto alla domanda di annullamento, il Collegio dispone la conversione del rito ai sensi dell’art. 32 c.p.a., fissando la pubblica udienza di trattazione. Le spese di fase sono compensate per la reciproca parziale soccombenza.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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