Acquisizione sanante è procedimento bifasico con stima giudiziale del valore venale (TAR Puglia n. 1219 del 27.11.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il procedimento di acquisizione sanante di cui all’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 ha struttura bifasica: alla delibera consiliare di indirizzo deve seguire il provvedimento dirigenziale di trasferimento coattivo, condizionato al pagamento o al deposito delle somme dovute. Fino a tale adozione la controversia resta devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. g), cod. proc. amm.. La determinazione del valore venale del bene costituisce presupposto legittimante dell’atto acquisitivo e deve recepire il valore accertato con autorità di giudicato dal giudice dell’opposizione alla stima. Alla stima consequenziale il 20% per il pregiudizio non patrimoniale, in caso di destinazione a edilizia residenziale pubblica, e il 5% annuo per il periodo di occupazione illegittima, voci non eludibili con il richiamo all’indennità di occupazione legittima già corrisposta.

Il Fatto

I proprietari di alcuni terreni agricoli hanno agito contro il Comune per l’illegittima procedura ablatoria posta in essere nella realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Con la sentenza n. 726/2015 il TAR aveva accertato l’illegittimità dell’occupazione e della trasformazione sine titulo, ordinando la restituzione e facendo salva la possibile attivazione del procedimento ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001.

L’appello comunale è stato dichiarato perento, con passaggio in giudicato delle statuizioni di primo grado. La Corte di appello ha poi determinato, con l’ordinanza n. 1137/2019, il valore venale dei suoli in circa euro 69,48 al mq. Dopo una lunga inerzia e un giudizio di ottemperanza, il Comune ha avviato il procedimento acquisitivo: il Consiglio comunale ha impegnato una spesa complessiva di euro 906.441,72, calcolando il valore venale in euro 41,71 al mq e negando ogni indennizzo per l’occupazione illegittima. Da qui l’impugnazione della delibera consiliare e degli atti connessi.

La Motivazione della Corte

Il Collegio respinge l’eccezione di difetto di giurisdizione. Poiché il Consiglio comunale ha adottato un atto di mero indirizzo e il Dirigente non ha ancora emanato il decreto di acquisizione coattiva né ha provveduto al deposito delle somme, non è sorta alcuna controversia indennitaria devoluta al giudice ordinario. La domanda non è oppositiva, ma mira a un’acquisizione conforme al giudicato: la giurisdizione appartiene al TAR.

Nel merito il ricorso è fondato. La delibera impugnata si discosta dallo schema dell’art. 42-bis, che impone una corretta determinazione del valore venale del bene al momento dell’acquisto, a garanzia del diritto di proprietà ex art. 42 Cost.. Tale stima non può prescindere dal valore accertato in contraddittorio dall’ordinanza n. 1137/2019, dotata di autorità di cosa giudicata.

Il Tribunale confuta la tesi comunale sulla diversità della res litigiosa: il giudizio di opposizione alla stima è la sede naturale di determinazione del valore venale del bene utilizzato dalla P.A., della quale si controverte anche in questa sede. Il calcolo operato dall’Ente sottostima dunque il valore di riferimento e, con esso, tutte le poste indennitarie consequenziali.

La Corte ridetermina quindi le voci dovute: euro 1.258.282,80 per il valore venale, euro 251.656,56 per il pregiudizio non patrimoniale ex comma 5 e il 5% annuo per l’occupazione illegittima ex comma 3. Su quest’ultimo punto la motivazione è netta: la delibera consiliare elude il ristoro delle ragioni dei proprietari, essendo palese la differenza tra indennità di occupazione legittima e illegittima. L’impegno di spesa viola così l’art. 191 d.lgs. n. 267/2000 e inficia le valutazioni di opportunità dell’assemblea.

Accolta anche la domanda di accertamento: il procedimento è bifasico e necessita degli atti attuativi demandati al Dirigente. Il Comune deve concluderlo entro 90 giorni dalla notifica o comunicazione della decisione. Spese compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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