Inutilizzabilità delle intercettazioni non impedisce il giudizio prefettizio di inaffidabilità (Cons. Stato n. 2800 del 08.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
Il porto d’armi non costituisce un diritto assoluto, ma una deroga al divieto generale di detenzione delle armi, rimessa a una discrezionalità lata dell’Amministrazione, chiamata a valutare in chiave prospettica l’affidabilità del richiedente. Il giudizio di non affidabilità può fondarsi su situazioni non ascrivibili alla buona condotta, senza che occorra un giudizio di pericolosità sociale né un comprovato abuso delle armi. Il procedimento amministrativo di pubblica sicurezza è autonomo rispetto a quello penale: l’assoluzione dell’interessato non travolge la revoca della licenza e del titolo di guardia particolare giurata se il fatto, pur riqualificato, resta accertato e l’assoluzione dipende dalla sola inutilizzabilità delle intercettazioni. Opera il principio della pluri-qualificazione del fatto giuridico: lo stesso comportamento assume rilievo diverso a seconda dell’ambito in cui è considerato.

Il Fatto

L’appellante, guardia particolare giurata, era stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nell’ambito di un procedimento penale che coinvolgeva ventinove soggetti, imputati a vario titolo di gravi reati, tra cui l’associazione di tipo mafioso. Su segnalazione all’Autorità di P.S., il Prefetto aveva disposto il divieto di detenzione di armi, la revoca del titolo di guardia particolare giurata e della licenza di porto di pistola per difesa personale.

Il TAR Calabria, Sezione staccata di Reggio Calabria, con sentenza n. 592 del 2024 aveva respinto il ricorso, ritenendo il provvedimento adeguatamente motivato. L’interessato ha proposto appello, dolendosi del difetto di motivazione e della violazione del principio di proporzionalità, e ha poi depositato la sentenza penale di assoluzione intervenuta nelle more.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dalla premessa che il porto d’armi è una deroga alla regola generale di divieto di detenzione delle armi, non un diritto assoluto (Corte cost. n. 440 del 1993). L’Amministrazione esercita una discrezionalità ampia (Corte cost. n. 109 del 2019), che presuppone un’analisi comparativa dell’interesse pubblico primario, degli interessi secondari e di quelli privati, con prevalenza dell’interesse alla sicurezza e all’incolumità delle persone (Cons. Stato n. 10618 del 2023).

Quanto alla guardia particolare giurata, il conferimento della qualifica rientra tra le autorizzazioni di polizia e richiede la verifica dei requisiti dell’art. 11 T.U.L.P.S. e di quelli specifici dell’art. 138 T.U.L.P.S.. La delicatezza del ruolo, cui accede il riconoscimento della qualifica di incaricato di pubblico servizio, impone un’attenzione particolare, senza che occorra un giudizio di vera e propria pericolosità sociale (Cons. Stato n. 840 del 2023). La revoca può sorretta da valutazioni probabilistiche e da meri elementi di fumus, dovendo l’interessato essere persona esente da mende (Cons. Stato n. 3585 del 2024).

Nel merito, la Corte conferma la sentenza di primo grado. L’appellante incentra le censure sulla sopravvenuta assoluzione, ma il Collegio ribadisce l’autonomia del procedimento amministrativo, volto a una tutela preventiva con anticipazione del rischio, rispetto a quello penale. La sentenza di assoluzione non è passata in giudicato e si fonda sulla sola riqualificazione del fatto, con conseguente inutilizzabilità delle intercettazioni: emerge comunque che l’interessato ha partecipato alle attività contestate, senza averne mai contestato lo svolgimento.

Trova così applicazione il principio della pluri-qualificazione del fatto giuridico (Cons. Stato n. 1339): il medesimo comportamento assume rilievo diverso a seconda dell’ambito considerato. La frequentazione di soggetti gravati da procedimenti penali assume rilievo nella valutazione di affidabilità (Cons. Stato n. 1905 del 2018), a maggior ragione quando l’Amministrazione ha fatto leva su un procedimento conclusosi con assoluzione per inutilizzabilità delle intercettazioni. Il quadro di inaffidabilità è adeguatamente delineato. L’appello è respinto, con compensazione delle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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