Controllo concomitante su ritardi e vigilanza nell’itinerario Ragusa-Catania (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 35 del 09.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo concomitante sulle grandi opere, l’accertamento di ritardi e di un non adeguato avanzamento dei lavori non implica di per sé le conseguenze dell’art. 22 del d.l. n. 76/2020 quando le criticità, allo stato degli atti, risultino ancora compatibili con un percorso di progressivo recupero e siano già in corso azioni correttive della struttura commissariale e dell’amministrazione. Il Collegio può nondimeno raccomandare al Commissario straordinario e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di intensificare la vigilanza attiva sul soggetto attuatore e sulle imprese aggiudicatarie, adottando strumenti più incisivi e un monitoraggio continuo. L’obiettivo è garantire l’accelerazione contestuale di tutti i lotti e tutelare il buon andamento dell’investimento.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante ha proseguito l’istruttoria sull’investimento denominato Itinerario Ragusa-Catania, collegamento viario di circa 69 km tra la SS 514 di Chiaramonte e la SS 194 Ragusana, suddiviso in quattro lotti funzionali. L’intervento, di titolarità del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, vede ANAS S.p.A. come soggetto attuatore e un Commissario straordinario nominato ai sensi dell’art. 4, comma 1, d.l. n. 32/2019.
Le precedenti deliberazioni n. 22/2024 e n. 42/2024 avevano già accertato ritardi di produzione, un monitoraggio insufficiente e una vigilanza non adeguata, formulando raccomandazioni. Il Collegio ha disposto nuove richieste istruttorie nei confronti del Commissario e del Ministero, un’audizione della struttura commissariale e l’acquisizione di dati aggiornati sullo stato dei cantieri, onde verificare l’attuazione delle misure correttive.
La Motivazione della Corte
Il Collegio rileva che, alla data del 10 giugno 2025, tutti i lotti mostrano percentuali di avanzamento produttivo e consistenza di cantiere in crescita rispetto al passato, ma ancora non adeguate rispetto ai termini contrattuali di ultimazione. Il lotto 3 è il più critico: il Collegio consultivo tecnico, non ravvisando i presupposti per la risoluzione contrattuale ai sensi dell’art. 108 del d.lgs. n. 50/2016, ha fissato un nuovo termine al 18 gennaio 2027, con slittamento di oltre tredici mesi.
Quanto al lotto 2, finanziato con fondi POC 2014-2020 della Regione Siciliana, il Collegio osserva che, pur essendo stata conseguita l’obbligazione giuridicamente vincolante, appare poco plausibile la conclusione dei lavori entro i termini contrattuali attualmente previsti. Per il lotto 1 il trend è crescente ma non idoneo a rispettare la scadenza del 17 dicembre 2025; per il lotto 4 il trend lascia prefigurare il possibile rispetto del termine del 18 giugno 2026.
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha rappresentato una generale accelerazione, riconducendo i ritardi a problematiche autorizzative, all’avvio dei cantieri e alla difficoltà di reperire manovalanza specializzata. Ha inoltre annunciato ulteriori azioni di monitoraggio, tra cui la verifica del recupero dei tempi, il superamento delle criticità del lotto 3 e l’alimentazione delle banche dati pubbliche.
Il Collegio prende atto delle azioni correttive e di quelle annunciate, ma osserva che i risultati non appaiono ancora soddisfacenti. Ritiene pertanto che le criticità, allo stato degli atti, non siano tali da implicare le conseguenze dell’art. 22 del d.l. n. 76/2020, pur raccomandando a Commissario e Ministero una vigilanza attiva su ANAS e sulle imprese aggiudicatarie, con monitoraggio continuo e azioni tempestive di recupero dei ritardi su tutti i quattro lotti.
Nota della Redazione
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