La rendicontazione finale del PNRR e il rischio di ritardi nei lavori pubblici e nelle aree interne (Corte dei Conti Sez. Riunite contr. n. 12 del 28.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio della funzione di controllo sulla gestione finanziaria, riferisce semestralmente al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021. La revisione del Piano di novembre 2025 ha ridotto gli investimenti in lavori pubblici a favore di strumenti finanziari e crediti d’imposta. Permane il rischio di ritardi nell’attuazione dei progetti, con possibili criticità nella fase di chiusura del Piano.
Il Fatto
La Corte dei conti ha approvato la Relazione semestrale sullo stato di attuazione del PNRR, basata sui dati disponibili a marzo 2026. La Relazione analizza l’impatto della revisione del Piano approvata a novembre 2025 e le modifiche tecniche di marzo 2026, con particolare attenzione alla governance e alla gestione delle risorse finanziarie. Il referto si inserisce nel quadro dei controlli sull’andamento del Piano, valutando il conseguimento di milestone e target europei, l’attuazione finanziaria e i flussi di tesoreria.
La Motivazione della Corte
La Relazione rileva che tutti i 50 obiettivi europei del secondo semestre 2025 sono stati raggiunti, portando il livello complessivo di attuazione al 72 per cento. Le riforme mostrano un progresso dell’85 per cento, mentre gli investimenti si attestano al 67 per cento. Nel primo semestre 2026 sono previsti in scadenza 159 obiettivi, pari a circa il 28 per cento del totale. La spesa sostenuta ha raggiunto i 113,5 miliardi a febbraio 2026. È emerso un disallineamento tra i trasferimenti (48,7 miliardi) e la rendicontazione, che copre solo il 38,5 per cento di tali importi. Il fenomeno della spesa traslata oltre il 2026 ammonta a circa 24,2 miliardi, concentrato sulle facilities e sui crediti d’imposta.
Nei progetti localizzati nelle Aree Interne, i pagamenti raggiungono il 57 per cento, ma i lavori pubblici procedono con una quota di pagamento del 37 per cento e solo il 10 per cento dei progetti conclusi. Nelle opere pubbliche in generale, il numero di progetti portati a termine è pari al 36,7 per cento del totale, quota che scende al 6,2 per cento considerando l’importo finanziario dei lavori. La durata media dei lavori tende ad aumentare, con 543 giorni per interventi fino a un milione di euro e 1.125 giorni per progetti sopra i cinque milioni. La Corte sottolinea che i ritardi nei lavori pubblici potrebbero non essere recuperabili entro la chiusura del Piano, con il rischio di ampliare i divari territoriali che il PNRR intendeva ridurre. La capacità amministrativa emerge come snodo cruciale per il completamento degli interventi.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.