Controllo finanziario Azienda sanitaria: pareggio con proventi straordinari (Corte dei Conti Sez. contr. Trento n. 76 del 09.10.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione finanziaria di un’azienda sanitaria territoriale a finanza derivata, la Corte dei conti verifica la coerenza tra il finanziamento provinciale del servizio sanitario e le risultanze di bilancio, il rispetto dei tetti di spesa programmatici e la corretta rappresentazione delle poste straordinarie. Il sostanziale pareggio di esercizio non è di per sé indice di equilibrio strutturale quando dipende da proventi straordinari non ricorrenti, dall’utilizzo di quote inutilizzate di contributi vincolati e dal saldo della gestione finanziaria. La compensabilità tra i tetti di spesa, prevista dalle direttive provinciali, consente il rispetto del limite complessivo anche in presenza di sforamenti su singole voci, ma non esonera l’azienda dalla corretta contabilizzazione dei contributi e dalla riconciliazione tra assegnazioni e ricavi.
Il Fatto
La Sezione di controllo per il Trentino-Alto Adige/Südtirol, sede di Trento, ha esaminato il rendiconto dell’esercizio finanziario 2023 dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento, nell’ambito del programma dei controlli approvato con la deliberazione n. 9/2024/INPR. L’indagine ha riguardato il bilancio di previsione e i finanziamenti provinciali, il bilancio d’esercizio, l’assetto organizzativo, l’attività contrattuale e i sistemi di controllo interno.
L’istruttoria si è svolta in contraddittorio con l’ente e con l’amministrazione provinciale, con richieste di chiarimenti, dati e documenti, controdeduzioni dell’azienda e audizione dei rappresentanti. La Sezione ha quindi approvato la relazione concernente la gestione finanziaria dell’esercizio 2023.
La Motivazione della Corte
Il finanziamento provinciale di parte corrente per il 2023, inizialmente fissato con la d.g.p. n. 2369/2022, è stato oggetto di successive integrazioni, fino alla rideterminazione finale operata con la d.g.p. n. 394/2024, che ha ridotto di 8 milioni di euro il riparto, destinandoli in conto anticipo alla copertura del fabbisogno 2024. Il finanziamento complessivo è stato così fissato in 1.419.700.922,00 euro, pari all’89,38% dei ricavi risultanti dal bilancio consuntivo. La Corte rileva che la Provincia ha trasferito per cassa, entro il 31 dicembre 2023, il 91,86% delle risorse ripartite.
Sul fronte dei tetti di spesa, la Corte verifica il rispetto delle direttive provinciali, che ammettono la compensabilità tra i limiti riferiti al personale e agli incarichi e tra quelli relativi agli acquisti di beni, servizi e manutenzioni. Il tetto complessivo del personale, elevato a 540,2 milioni, risulta rispettato con un margine di 2,87 milioni, pur in presenza di uno sforamento di oltre un milione sul solo personale dipendente, compensato dagli altri due tetti. Non risulta invece rispettato il tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti, con uno sforamento di oltre 3,4 milioni, assorbito dal margine della farmaceutica convenzionata.
La Corte esamina poi la composizione del risultato d’esercizio. L’utile, pari a poco più di 40.000 euro, è raggiunto grazie al saldo positivo della gestione straordinaria, ammontante a oltre 2,5 milioni di euro, e al risultato della gestione finanziaria. Viene dato atto che, a fronte della criticità rilevata negli esercizi precedenti, la Provincia ha adottato la d.g.p. n. 2382/2023, impegnando l’importo corrispondente al debito pregresso di mobilità sanitaria internazionale, pagato nel gennaio 2024.
La Corte segnala inoltre il fenomeno del mancato utilizzo di fondi assegnati nell’anno, riconducibile al meccanismo di finanziamento di fine anno operato dalla Provincia, e la mancata applicazione della trattenuta del 5% sui compensi per la libera professione intramuraria, destinata dalla legge alla riduzione delle liste d’attesa.
Quanto agli investimenti finanziati con il PNRR, la Corte rileva il ritardo di alcuni interventi rispetto ai cronoprogrammi intermedi, pur in presenza del previsto rispetto dei target finali, con eccezione di tre interventi per i quali i lavori termineranno oltre i termini previsti dalle milestone. Sono segnalate discrasie tra i cronoprogrammi forniti e i dati risultanti dal sistema Regis, nonché l’assenza di rendicontazione, per taluni interventi finanziati con il Piano nazionale complementare.
Nota della Redazione
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