Controllo PNRR su SPID CIE e ANPR target raggiunti risorse in eccesso (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 60 del 21.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle risorse del PNRR, esercitato ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77 del 2021, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi di legge valutando comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Il conseguimento anticipato dei target europei non esaurisce l’oggetto del controllo, quando i traguardi nazionali siano più estesi e articolati degli indicatori convenzionali. La Corte dei conti raccomanda di mantenere la coerenza tra azioni, progetti, obiettivi sostanziali della misura e risultati attesi, e di assicurare la sostenibilità a lungo termine delle soluzioni adottate. Il surplus di finanziamenti rispetto ai progetti pianificati richiede una tempestiva riprogrammazione, che l’amministrazione titolare è chiamata a garantire con adeguata capacità di governo.
Il Fatto
Il sub-investimento M1C1 1.4.4 del PNRR ha una dotazione di 285 milioni di euro, integrata da fondi del PNC, ed è finalizzato al rafforzamento dell’adozione delle piattaforme nazionali di identità digitale (SPID e CIE) e dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Amministrazione titolare è il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
La Sezione centrale di controllo ha incluso la misura nel Quadro programmatico dei controlli per il triennio 2025-2027 e ha reso il rapporto con la modalità semplificata, all’esito di un contraddittorio informale con il Dipartimento. Il rapporto riferisce sulla situazione al 30 giugno 2025.
La Motivazione della Corte
Il controllo si fonda sull’art. 3, comma 4, legge n. 20 del 1994, che impone di verificare la rispondenza dei risultati agli obiettivi di legge attraverso la comparazione di costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. La Corte rileva che i due target europei associati alla misura — l’adozione di SPID da parte di almeno 10.217 amministrazioni e il rilascio della CIE a oltre 42,3 milioni di individui — sono stati conseguiti in anticipo rispetto alle scadenze, come riviste dalla decisione del Consiglio Ecofin del 20 giugno 2025.
Cionondimeno, la Corte osserva uno scollamento tra target europei e obiettivi nazionali. Gli indicatori convenzionali riguardano solo la diffusione quantitativa delle identità digitali e trascurano l’evoluzione qualitativa delle piattaforme e lo sviluppo delle anagrafi. Ne deriva che le tranches di prestito sono erogate a prescindere dal perseguimento degli obiettivi nazionali più ambiziosi, con un potenziale rischio per l’utilizzo ottimale dei fondi, cui l’amministrazione ha finora posto rimedio con un presidio costante.
La recente revisione dei target europei suscita perplessità: essa ha fissato due traguardi divergenti per i cittadini, per i quali rileva solo il rilascio della CIE, e per le amministrazioni, per le quali rileva solo l’autenticazione mediante SPID, con assenza di ogni menzione della CNS.
Quanto all’attuazione, la Corte rileva un surplus di finanziamenti rispetto ai progetti pianificati, che impegna il Dipartimento in una costante ricerca di impiego ottimale delle risorse. La Piattaforma Gestione Deleghe non è ancora operativa, per difficoltà irrisolte in materia di protezione dei dati personali. La Corte raccomanda la definizione e la tempestiva valorizzazione delle residue risorse, a partire da esigenze progettuali definite, e un aggiornamento delle scadenze interne.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.