Controllo contabile dell’Ausl di Reggio Emilia sul bilancio 2024: criticità su PNRR, fornitori e spesa farmaceutica (Corte dei Conti Sez. contr. Emilia-Romagna n. 51 del 12.05.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, nell’esame del bilancio di esercizio degli enti del Servizio sanitario nazionale, verifica il conseguimento dell’equilibrio economico-finanziario, l’osservanza del vincolo di finalizzazione dell’indebitamento a spese di investimento, la sostenibilità dell’indebitamento e l’assenza di irregolarità suscettibili di pregiudicare gli equilibri di bilancio. L’accertamento di squilibri o violazioni comporta l’obbligo per l’amministrazione interessata di adottare, entro sessanta giorni, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio, con effetto inibitorio sull’attuazione dei programmi di spesa per i quali è accertata la mancata copertura o l’insussistenza della sostenibilità finanziaria. Il ricorso all’anticipazione di tesoreria deve essere limitato a fronteggiare momentanee carenze di liquidità e il conferimento di incarichi legali esterni deve essere sostenuto da una motivazione adeguata e reale.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna ha esaminato la documentazione relativa al bilancio di esercizio 2024 dell’Ausl di Reggio Emilia, comprensiva della relazione-questionario del Collegio sindacale, della nota integrativa e della relazione sulla gestione. L’Azienda ha chiuso l’esercizio con una perdita di 23.873.084,97 euro, a fronte del risultato positivo di 7.253,07 euro registrato nel 2023. Nel corso dell’istruttoria sono state richieste deduzioni all’Azienda e alla Regione in merito alle criticità emerse.

L’esame ha riguardato i principali aggregati di bilancio, con specifico approfondimento sugli equilibri di bilancio, la solidità patrimoniale, la capacità di riscossione, la situazione di cassa, il rispetto dei tetti di spesa per il personale e la gestione della spesa farmaceutica. All’esito dell’attività istruttoria, la Sezione ha rilevato sette specifici profili di criticità, disponendo che l’Azienda si conformi alle indicazioni contenute nella pronuncia e che l’Amministrazione regionale ne assicuri l’osservanza.

La Motivazione della Corte

La Sezione ha inquadrato il proprio sindacato nell’ambito del controllo di legalità e regolarità sui bilanci degli enti del Servizio sanitario, finalizzato in una prospettiva dinamica all’adozione di misure correttive per garantire l’equilibrio di bilancio. Ha richiamato il quadro normativo di riferimento, evidenziando la natura cogente degli effetti delle pronunce di accertamento ai sensi dell’art. 1, c. 7, del D.L. n. 174/2012, precisando che l’effetto interdittivo afferisce alle spese non necessarie all’erogazione dei LEA.

Con riferimento alla gestione finanziaria, ha rilevato ritardi nella riscossione dei finanziamenti PNRR: dei crediti derivanti da interventi PNRR/PNC (64.573.952,61 euro), al 31 dicembre 2025 risultavano riscossi solo 22.508.582,14 euro, con un residuo di 42.065.370,00 euro. La Sezione ha invitato l’Azienda e l’ente erogatore ad accelerare le procedure di rendicontazione ed erogazione. Ha inoltre segnalato l’aumento dei debiti vetusti, saliti da 5.510.555,00 euro a 7.640.139,90 euro, e il reiterato ricorso all’anticipazione di tesoreria, che permane per 27 giorni nel 2024, sebbene in miglioramento rispetto ai 72 giorni del 2023.

In merito ai pagamenti delle transazioni commerciali, la Sezione ha constatato un incremento dei pagamenti oltre i termini di legge (405.831.593,30 euro), attribuito alle criticità connesse all’introduzione dell’applicativo regionale GAAC, e ha invitato l’Azienda ad accelerare i pagamenti per scongiurare l’addebito di interessi moratori. Ha inoltre rilevato il mancato rispetto degli obiettivi di spesa farmaceutica (convenzionata e ospedaliera) e per l’acquisto di dispositivi medici, nonché un aumento del 42,40% della spesa per consulenze e collaborazioni sanitarie.

Da ultimo, la Sezione ha evidenziato la motivazione apparente di alcuni incarichi legali esterni, fondata su formule generiche che non esplicitano la specifica competenza tecnica richiesta e assente in capo al Settore legale interno, né le ragioni dell’impossibilità di gestione interna. Ha richiamato l’Ente a ricorrere a professionisti esterni solo al ricorrere di esigenze non soddisfacibili con il personale interno, con adeguata motivazione negli atti di conferimento.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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