Dehors e regime milleproroghe: la deroga riguarda solo edilizia e paesaggio (TAR Puglia n. 1195 del 11.07.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il regime derogatorio introdotto dalla normativa c.d. milleproroghe in materia di occupazione del suolo pubblico con dehors opera esclusivamente sul piano delle semplificazioni edilizie e paesaggistiche e non incide sui limiti di ampiezza della superficie occupabile fissati dai regolamenti comunali. Ne consegue che il diniego opposto dal SUAP all’istanza di occupazione che ecceda detti limiti costituisce atto dovuto, in mancanza di una previa scelta discrezionale dell’amministrazione comunale che consenta di superare i limiti medesimi. Il regolamento comunale sui dehors resta pertanto pienamente applicabile anche all’occupazione con soli tavoli e sedie, quando l’insieme dell’area occupata costituisca un complesso unitario e un unico ingombro funzionale all’attività commerciale.

Il Fatto

La società ricorrente, titolare di un’attività di ristorazione in una frazione del Comune di Fasano, ha chiesto al SUAP comunale la proroga dell’occupazione di suolo pubblico c.d. in regime milleproroghe per due distinte istanze: l’una relativa a tavolini e sedie, l’altra a una pedana con fioriere, tavoli e sedie, entrambe eccedenti i limiti di superficie previsti dal regolamento comunale sui dehors.

Dopo la comunicazione dei motivi ostativi ex art. 10 bis della legge n. 241/1990, il SUAP ha respinto le istanze con due provvedimenti del 18 luglio 2024. La società ha impugnato i dinieghi, la delibera di Giunta Municipale nella parte relativa alla scadenza al 31 dicembre 2023 e le note procedimentali, chiedendo l’accertamento del diritto all’occupazione fino al 31 dicembre 2024; ha poi proposto motivi aggiunti. Le istanze cautelari sono state respinte in prime cure; il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare solo ai fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito.

La Motivazione della Corte

Il Collegio conferma integralmente, in sede di merito, le valutazioni già espresse nelle ordinanze cautelari, ribadendo l’insussistenza del fumus boni iuris. Il percorso argomentativo muove dalla qualificazione dell’area occupata: anche a voler ritenere che tavoli e sedie non siano posati sulla pedana ma nelle immediate vicinanze e senza soluzione di continuità, l’insieme integra comunque un Dehor, quale complesso unitario e unico ingombro posto al servizio della medesima attività commerciale.

Da tale qualificazione deriva l’applicabilità del Regolamento installazione Dehors approvato dal Comune, anche all’istanza concernente i soli tavolini e sedie, ancorché limitata all’orario di apertura dell’esercizio. Il Tribunale esclude quindi la tesi della ricorrente secondo cui l’occupazione in questione sarebbe sottratta ai limiti regolamentari.

Il passaggio centrale riguarda la portata della normativa nazionale invocata. Il Collegio afferma che il regime milleproroghe concerne esclusivamente semplificazioni e deroghe attinenti alla materia paesaggistica e urbanistica. Esso non attribuisce alcun titolo a occupare il suolo pubblico oltre i limiti di ampiezza fissati dai regolamenti comunali, che non consentono superfici superiori a quella interna del locale. Il diniego del SUAP è pertanto qualificato come atto dovuto, in assenza di una scelta discrezionale dell’amministrazione diretta a consentire, anche per il 2024, il superamento di tali limiti.

Il Tribunale rileva inoltre che la delibera di Giunta Municipale, non tempestivamente impugnata nel termine di decadenza di sessanta giorni, prevede la possibilità derogatoria di superare i limiti della superficie interna del locale solo fino al 31 dicembre 2023. Su questa base il ricorso e i motivi aggiunti sono dichiarati in parte irricevibili per tardività, in parte improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse — essendo intervenuto il ritiro in autotutela del preavviso di rigetto e del connesso diniego — e per il resto respinti nel merito. Le spese sono compensate in ragione della novità e complessità delle questioni.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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