Discarica di rilevanza strategica: impatto ambientale e margini del sindacato (TAR Lazio n. 224 del 09.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il giudizio di compatibilità ambientale di un intervento di trasformazione del territorio è espressione di discrezionalità amministrativa e tecnica e non si esaurisce in un mero giudizio tecnico, poiché implica il bilanciamento dei contrapposti interessi pubblici e privati coinvolti. Il sindacato del giudice amministrativo resta pertanto circoscritto alla violazione di legge e all’eccesso di potere, nei soli limiti della manifesta illogicità, irragionevolezza, sproporzione o travisamento dei fatti. In presenza di ampi margini discrezionali, è ammissibile l’apposizione di clausole prescrittive volte a contemperare le criticità segnalate dagli enti partecipanti alla conferenza di servizi. La decisione assunta sulla base delle posizioni prevalenti ex art. 14-ter, comma 7, legge n. 241/1990 non richiede una motivazione analitica dei singoli dissensi, essendo sufficiente che il percorso logico-giuridico sia desumibile dagli atti del procedimento. I motivi aggiunti che non abbiano ad oggetto atti nuovi né si fondino su circostanze non conoscibili in precedenza sono inammissibili, in applicazione del principio di consumazione dei mezzi di impugnazione.
Il Fatto
Una società agricola, collocata nelle vicinanze dell’area destinata a ospitare una discarica per rifiuti non pericolosi, impugna la determinazione dirigenziale con cui la Regione ha assentito alla controinteressata il provvedimento autorizzatorio unico regionale ex art. 27-bis, d.lgs. n. 152/2006, unitamente alla pronuncia di valutazione di impatto ambientale e all’autorizzazione integrata ambientale.
Il progetto, ritenuto necessario per garantire l’autosufficienza dell’ambito territoriale ottimale di Latina, privo di discariche operative dal 2015, è stato approvato al termine di una lunga conferenza di servizi, nonostante i pareri contrari del Comune e della Soprintendenza. La ricorrente deduce plurimi vizi, dal difetto di motivazione sull’interesse pubblico prevalente alla violazione delle prescrizioni del piano regionale di gestione dei rifiuti. Con due successivi atti di motivi aggiunti estende poi le censure al p.a.u.r. e a ulteriori profili.
La Motivazione della Corte
Il Tribunale muove dalla ricostruzione dei limiti del proprio sindacato. La v.i.a. non è un atto di mera gestione tecnica, ma provvedimento espressivo di una funzione di indirizzo politico-amministrativo, con cura e bilanciamento di interessi urbanistici, naturalistici, paesistici ed economici. Da qui la sindacabilità solo per manifesta illogicità o errore di fatto.
Il primo ordine di censure è respinto: la decisione si fonda sulle posizioni prevalenti degli enti partecipanti e la motivazione è desumibile per relationem dagli atti richiamati. La finalità di dotare l’ATO di Latina di un impianto operativo emerge con chiarezza. La formalizzazione di distinti atti recanti v.i.a., a.i.a. e p.a.u.r. costituisce attività meramente materiale e vincolata.
Quanto al rischio di contaminazione, i carotaggi hanno escluso la presenza di rifiuti nel perimetro di progetto; i valori superiori alle concentrazioni soglia sono stati ricondotti a origine naturale. La caratterizzazione delle acque sotterranee non era dovuta, essendo disciplinata dalle prescrizioni nn. 10 e 14 e, per il monitoraggio, dalle nn. 79-81.
Sul quinto e sesto motivo, i fattori addotti dalla ricorrente sono di attenzione progettuale e non escludenti, come emerge dall’allegato A del piano regionale. Né la coerenza con il PRGR è scalfita, essendo il progetto l’unico modo per attuare l’autosufficienza dell’ambito e chiudere il ciclo dei rifiuti. La v.a.s. è inconferente, riguardando piani e programmi e non la singola autorizzazione.
Il vincolo paesaggistico sopravvenuto non rileva, essendo posteriore alla chiusura della conferenza di servizi, e l’area è comunque zonizzata come paesaggio agrario di valore. Infine, i motivi aggiunti sono dichiarati inammissibili: le censure si fondano su circostanze già conoscibili con l’ordinaria diligenza, in contrasto con il principio di consumazione dei mezzi di impugnazione. Spese compensate.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.