Follow-up sulle raccomandazioni in materia di inquinamento improvviso nel Mar Adriatico (Corte dei Conti Sez. contr. affari europei n. 2 del 09.01.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche non si esaurisce nell’accertamento delle criticità, ma si completa con la verifica successiva delle azioni correttive intraprese dai soggetti controllati in risposta alle raccomandazioni formulate. Il follow-up classifica lo stato di attuazione di ciascuna raccomandazione secondo esiti tipizzati e verificabili, che vanno dalla completamente attuata alla non attuata. Il giudizio complessivo resta positivo quando le iniziative adottate, pur parziali su singoli profili, dimostrano un effettivo avanzamento del sistema. La persistente riduzione delle coperture finanziarie dedicate a una funzione di tutela ambientale impone comunque una valutazione di sostenibilità di medio-lungo periodo, distinta dal merito gestionale.

Il Fatto

La Sezione di controllo per gli affari europei e internazionali ha incluso nel programma per il 2024 il follow-up della deliberazione n. 9/2021, con cui era stato approvato l’audit sulla gestione degli interventi nei casi di inquinamento improvviso nel Mar Adriatico.

L’audit originario, svolto nell’ambito di un parallel audit con le Istituzioni superiori di controllo di Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Albania, aveva espresso un giudizio complessivamente positivo sul sistema italiano di risposta alle emergenze da sversamento di idrocarburi, formulando raccomandazioni su regolamentazione, prevenzione, pianificazione e risposta, oltre a suggerimenti sulla sostenibilità finanziaria del dispositivo navale. Il follow-up acquisisce gli aggiornamenti sullo stato di attuazione di tali raccomandazioni e li classifica.

La Motivazione della Corte

Il follow-up verifica ciascuna raccomandazione. Sulla mancata inclusione dell’inquinamento da plastiche tra le minacce rilevanti della legge n. 979/1982, la Corte rileva che la carenza è superata dall’entrata in vigore della legge n. 60/2022 (c.d. Salvamare), con esito non più rilevante. Sulle asimmetrie tra i piani nazionali di intervento, l’adozione del d.m. n. 389 del 13 ottobre 2022 e del d.p.c.m. 11 ottobre 2022 ha colmato il divario: esito completamente attuata.

Sui piani locali per il rischio di spiaggiamento, il Mase ha avviato con Ispra incontri di approfondimento dal 2024 e ha preannunciato la mappatura delle aree prive di pianificazione: la Corte riconosce progressi significativi. Sull’adeguatezza della flotta, il Mase ha confermato la compatibilità dell’attuale dotazione, ma la gara per il rinnovo del servizio è andata deserta, con proroga tecnica del contratto in scadenza: esito parzialmente attuata, persistendo il profilo relativo alla configurazione dei mezzi nel nuovo affidamento.

Sulla cooperazione internazionale, il Piano di emergenza sub-regionale del 2005 non è mai stato attuato per mancata ratifica. Il Mase ha aderito alla proposta del Rempec, è stato istituito un gruppo di lavoro nazionale e si sono svolte esercitazioni e un’operazione marittima polivalente: esito progressi significativi.

Sulle coperture finanziarie, la tendenza alla riduzione degli stanziamenti è confermata; il suggerimento del contributo ambientale sarà portato all’attenzione degli organi competenti: esito non attuata. Il giudizio conclusivo resta complessivamente positivo, ma le risorse restano critiche.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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