L’appello incidentale segue l’improcedibilità dell’appello principale (C.G.A.R.S. n. 129 del 23.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione dell’appello principale, dichiarata ritualmente dalla parte appellante con atto depositato, determina l’improcedibilità del gravame. Tale improcedibilità si estende all’appello incidentale proposto dalla parte appellata, che non può essere deciso autonomamente una volta venuto meno l’interesse all’impugnazione principale. La declaratoria congiunta di improcedibilità dei due gravami giustifica la compensazione delle spese del grado di giudizio.

Il Fatto

La società di scopo affidataria del servizio idrico integrato nell’ATO di Enna ha ottenuto dal TAR Sicilia, sezione staccata di Catania, la condanna del Comune alla consegna degli impianti strumentali allo svolgimento del servizio. Il primo giudice ha respinto la domanda di annullamento della delibera con cui l’amministrazione comunale aveva manifestato la volontà di gestire il servizio in via in house sul proprio territorio.

Il Comune ha proposto appello principale, deducendo in via pregiudiziale il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo ex art. 133, comma 1, lett. c), c.p.a. e l’infondatezza nel merito. La società appellata ha resistito e ha proposto appello incidentale avverso il capo di reiezione sull’annullamento della delibera. Nelle more, la stessa società ha eccepito l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, dato il trasferimento del servizio all’ambito territoriale integrato.

La Motivazione della Corte

Il Collegio prende atto dell’improcedibilità dell’appello principale. La decisione non investe il merito dei motivi di impugnazione, ma si fonda su una circostanza processuale documentata: con dichiarazione del 15 dicembre 2023, ritualmente depositata dal suo procuratore costituito, il Comune appellante ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del gravame, avendo definitivamente consegnato alla controparte la gestione del servizio idrico integrato con ogni connessa infrastruttura.

La consegna sopravvenuta ha esaurito la materia del contendere sul punto centrale dell’appello, ossia l’obbligo di consegna degli impianti e delle anagrafiche degli utenti. La Corte non procede quindi all’esame del difetto di giurisdizione dedotto dall’appellante, né delle censure di merito, perché la carenza di interesse impedisce la pronuncia sulla fondatezza dell’impugnazione.

Il passaggio più significativo riguarda l’appello incidentale. La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione dell’appello principale impone la declaratoria di improcedibilità anche del gravame incidentale proposto dalla società appellata. Il Collegio esclude così che l’impugnazione incidentale, proposta contro il capo di reiezione della domanda di annullamento, possa essere scrutinata in via autonoma una volta travolto l’appello principale. In assenza del gravame principale, l’interesse a coltivare il gravame incidentale non è più sostenuto dal contraddittorio di secondo grado sul rapporto oggetto di causa.

La declaratoria congiunta di improcedibilità di entrambi gli atti di appello giustifica la compensazione delle spese del grado. Il dispositivo dichiara improcedibili l’appello principale e quello incidentale e compensa le spese, ordinando l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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