Improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse e spese compensate nel PAUR (TAR Puglia n. 954 del 10.07.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel processo amministrativo la sopravvenuta definizione del procedimento amministrativo, nelle more del giudizio, determina la carenza di interesse alla decisione nel merito e l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. La declaratoria consegue alla riedizione del potere da parte dell’amministrazione, che rende superata la pretesa azionata. La pronuncia in rito giustifica la compensazione delle spese, avuto riguardo all’evoluzione procedimentale e processuale della vicenda. La dichiarazione della parte di non avere più interesse alla definizione nel merito non preclude al giudice la qualificazione della fattispecie in termini di improcedibilità.

Il Fatto

La società ricorrente ha agito per accertare l’inerzia della Provincia a fronte dell’istanza avanzata ex art. 27-bis del d.lgs. n. 152/2006, volta al rilascio del PAUR per un impianto agri-fotovoltaico da realizzarsi nel Comune di Manfredonia. Con un primo atto di motivi aggiunti ha impugnato la determina n. 1943 del 18.11.2024, con cui la Provincia ha negato il rilascio del PAUR; con un secondo atto ha impugnato il provvedimento regionale di rigetto dell’istanza di autorizzazione unica ex art. 12 del d.lgs. n. 387/2003, atto consequenziale e vincolato al diniego del PAUR.

Nelle more dell’udienza la ricorrente ha presentato istanza di riesame alla Provincia, che ha indetto una nuova conferenza di servizi fissata per l’11 luglio 2025. Con atto del 20 giugno 2025 la società ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla definizione nel merito, chiedendo l’estinzione del processo con compensazione delle spese.

La Motivazione della Corte

Il Collegio rileva che la riedizione del procedimento amministrativo, con la convocazione di una nuova conferenza di servizi, ha superato l’assetto di interessi cristallizzato negli atti impugnati. La pretesa sostanziale azionata con il ricorso introduttivo e con i motivi aggiunti non trova più ragione di tutela giurisdizionale.

La questione giuridica attiene dunque all’interesse a ricorrere, quale condizione dell’azione che deve permanere fino al momento della decisione. Il Tribunale applica gli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a., dichiarando il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

La pronuncia resta sul piano processuale: il giudice non esamina nel merito la legittimità degli atti impugnati, essendosi il thema decidendum svuotato per effetto della sopravvenienza amministrativa. La declaratoria di improcedibilità assorbe ogni ulteriore questione.

Quanto alle spese, il Collegio ne dispone la compensazione, valorizzando l’evoluzione procedimentale e processuale della vicenda e la natura in rito della decisione. La sentenza è dichiarata esecutiva dall’Autorità amministrativa.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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