Incompetenza del dirigente sul riesame delle aree a vincolo scaduto (TAR Puglia n. 1254 del 20.10.2026)

Principi di diritto (Massima)
Le determinazioni in ordine alle istanze di riqualificazione urbanistica correlate alla decadenza di un vincolo preordinato all’esproprio spettano in via esclusiva al Consiglio comunale, non al dirigente dell’ufficio tecnico. L’art. 107, terzo comma, d.lgs. n. 267/2000 circoscrive i compiti dirigenziali all’attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti dagli organi di indirizzo, mentre la conformazione del territorio integra una variante specifica o generale riservata all’organo consiliare ex art. 42, secondo comma, lett. b), d.lgs. n. 267/2000. La delega sindacale non sana il vizio, perché non può conferire competenze funzionali di cui il Sindaco sia a monte sprovvisto. Il principio vitiatur sed non vitiat dell’art. 21-octies, secondo comma, legge n. 241/1990 non opera quando la determinazione non abbia natura vincolata.

Il Fatto

Il ricorrente, proprietario di un terreno classificato come “verde attrezzato a servizio delle zone residenziali”, ha chiesto al Comune la riqualificazione urbanistica del fondo, assumendo l’intervenuta decadenza del vincolo di inedificabilità. L’Amministrazione è rimasta inerte e il TAR ha accolto un ricorso avverso il silenzio, ordinando di provvedere entro sessanta giorni.

Decorso inutilmente il termine, il ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza. Il giorno successivo, un decreto dirigenziale ha respinto l’istanza, richiamando l’art. 28 delle NTA, che qualifica le aree in questione come agricole all’esito della decadenza del vincolo. Il ricorrente ha impugnato quel diniego, deducendo la nullità per elusione del giudicato e l’incompetenza funzionale dell’organo procedente.

La Motivazione della Corte

Il Collegio riqualifica l’azione in base agli elementi sostanziali ex art. 32, secondo comma, c.p.a.: malgrado l’intestazione richiami l’art. 113 c.p.a., il ricorso ha contenuto impugnatorio e natura di azione ordinaria di annullamento per vizi di legittimità ex art. 21-octies legge n. 241/1990. La doglianza sulla nullità si risolve in una censura di incompetenza, non coperta dal giudicato.

Il primo motivo è dichiarato inammissibile: il ricorrente ha trascritto la sezione in diritto del precedente ricorso avverso il silenzio, muovendo dall’assunto non più attuale dell’inerzia dell’Amministrazione. Lo scrutinio si concentra quindi sul secondo motivo.

La questione centrale è l’incompetenza funzionale. Il Collegio richiama l’art. 42, secondo comma, lett. b), d.lgs. n. 267/2000, che riserva al Consiglio la competenza generale in materia di pianificazione territoriale e urbanistica, mentre all’art. 50, secondo comma, assegna al Sindaco la sovrintendenza su servizi e uffici, e all’art. 107, terzo comma, i compiti di attuazione. Le determinazioni sulle istanze di riqualificazione conseguenti alla decadenza di un vincolo espropriativo implicano una modifica della disciplina di piano e restano pertanto riservate all’organo consiliare. Il Collegio richiama in senso conforme Cons. Stato, Sez. IV, n. 5373 del 2020 e TAR Sicilia, Palermo, sez. V, n. 3533 del 2024, oltre a TAR Puglia, Lecce, Sez. I, n. 92 del 2025.

Il decreto sindacale n. 8/2022 non attribuisce il potere contestato: la formulazione è ampia e si riferisce a competenze procedimentali; soprattutto, la delega non può eccedere le competenze funzionali del Sindaco, che non è titolare delle decisioni pianificatorie. Il vizio non è sanabile ex art. 21-octies, secondo comma, poiché la determinazione non ha natura vincolata: il Consiglio conserva il potere di optare discrezionalmente per la riqualificazione, eventualmente superando le previsioni dell’art. 28 delle NTA.

Il ricorso è quindi accolto sotto il profilo dell’incompetenza, con annullamento del diniego e restituzione degli atti all’Amministrazione per il riesame. Restano assorbite ex art. 34, secondo comma, c.p.a. le ulteriori censure, secondo il principio di Cons. Stato, Ad. Plen. n. 5 del 2015. Le spese sono integralmente compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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