Interdittiva antimafia insufficiente se fondata solo su legami parentali e attività modesta (TAR Sicilia n. 3399 del 16.10.2024)

Principi di diritto (Massima)
L’informativa antimafia interdittiva richiede una valutazione discrezionale del pericolo di infiltrazione mafiosa secondo un ragionamento induttivo di tipo probabilistico, fondato su indizi gravi, precisi e concordanti, idonei a far ritenere “più probabile che non” l’ingerenza della criminalità organizzata. I rapporti di parentela con soggetti contigui ad ambienti mafiosi assumono rilievo solo se, per natura, intensità e caratteristiche concrete, lasciano ritenere una conduzione familiare dell’impresa ovvero la possibilità che le decisioni sulla sua attività siano influenzate dalla mafia. Il quadro indiziario va valutato unitariamente, ma deve risultare idoneo a sorreggere la prognosi inferenziale: esso è insufficiente quando l’attività d’impresa sia di dimensioni così modeste da non risultare appetibile e manchino ulteriori elementi capaci di spiegare il concreto pericolo di condizionamento.

Il Fatto

Una titolare di ditta individuale, esercente un piccolo allevamento, impugnava davanti al TAR Sicilia l’informativa antimafia interdittiva adottata dalla competente Prefettura nel 2022. Il provvedimento si fondava sui rapporti di parentela e di affinità della ricorrente con soggetti inseriti in contesti di criminalità organizzata, sulla percezione di redditi dall’impresa della suocera fino al 2020 e su un contratto di locazione di fondo rustico stipulato con il suocero nel dicembre 2021.

La ricorrente deduceva l’estraneità a qualsiasi sodalizio criminale, l’insufficienza dei soli legami parentali, il difetto di istruttoria e la carenza di attualità del quadro indiziario, chiedendo altresì il risarcimento del danno. La domanda cautelare era stata respinta in primo grado e in appello cautelare.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dai principi consolidati in materia, richiamando la sentenza del Cons. Stato n. 2651 del 2020: l’informativa implica una valutazione discrezionale del pericolo di infiltrazione, accertabile con giudizio probabilistico e non con la certezza propria dell’accertamento penale. Il giudice amministrativo valuta la gravità del quadro indiziario e la ragionevolezza della prognosi, secondo la regola del “più probabile che non”.

Quanto ai rapporti di parentela, il TAR richiama la propria precedente pronuncia n. 3005 del 2023: l’Amministrazione può dare loro rilievo quando il rapporto, per natura e intensità, lasci ritenere una regia familiare dell’impresa o la possibilità di influenza mafiosa attraverso la famiglia.

Nel caso concreto gli elementi posti a base del provvedimento sono tre: i legami parentali con soggetti inseriti in contesti mafiosi, la percezione di redditi dall’impresa della suocera fino al 2020 e il contratto di locazione del dicembre 2021 con il suocero. Il Collegio li ritiene insufficienti: il provvedimento stesso indica l’assenza di precedenti penali della ricorrente; l’attività imprenditoriale, consistente in un allevamento di sei capre e una mucca, è di dimensioni tanto modeste da non apparire appetibile per la criminalità organizzata; i rapporti economici con i suoceri non chiariscono come potrebbe realizzarsi l’ingerenza mafiosa.

Rileva inoltre che l’Amministrazione si è costituita con comparsa di mera forma, senza controdedurre nel merito, non consentendo così di sciogliere i dubbi sul nesso tra gli indizi e il pericolo di condizionamento. Il Collegio precisa che il rigetto cautelare non osta all’accoglimento, data la natura sommaria della delibazione. L’annullamento non elide il potere di adottare nuovi provvedimenti sulla base di ulteriori elementi concreti.

La domanda di legittimità costituzionale è rigettata per difetto di rilevanza, essendo stata accolta quella annullatoria. La domanda risarcitoria è rigettata perché genericamente proposta e non quantificata, non potendo la richiesta di liquidazione equitativa supplire alla prova del danno e ai parametri di quantificazione. Le spese sono integralmente compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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