Interesse al ricorso del concorrente e prova rigorosa del pregiudizio (TAR Liguria n. 255 del 27.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
La distinzione tra legittimazione e interesse al ricorso resta ferma: il criterio della vicinitas non vale da solo ad attestare l’interesse, che consiste in uno specifico pregiudizio derivante dall’atto impugnato. In materia di concorrenza, ove la libertà di iniziativa economica è il principio generale, la coincidenza del bacino di utenza deve essere dedotta e apprezzata in concreto, e la prova del pregiudizio deve essere rigorosa, non presunta e riferita a un danno significativo al volume d’affari del ricorrente. La sola parziale sovrapposizione di isocrone non è sufficiente, specie quando altri operatori insistono nell’area e interrompono la continuità del bacino.

Il Fatto

La società ricorrente, titolare di un esercizio commerciale discount ubicato a circa 800 metri dal complesso oggetto dell’intervento, ha impugnato la determinazione dirigenziale del Comune di Genova che ha concluso positivamente la conferenza di servizi per la riqualificazione del polo urbano, comprendente la realizzazione di una nuova media struttura di vendita, nonché la conseguente autorizzazione commerciale. Ha dedotto cinque motivi, concernenti la violazione della disciplina urbanistica dell’ambito SIS-S del P.U.C., l’erronea qualificazione dell’intervento come ristrutturazione edilizia, l’esclusione degli standard urbanistici e l’inadeguatezza dello studio di impatto viabilistico. Le parti resistenti hanno eccepito l’inammissibilità del ricorso per difetto di un interesse qualificato ad agire.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha affrontato preliminarmente l’eccezione di inammissibilità, ritenendola fondata. Ha richiamato la sentenza dell’Adunanza Plenaria n. 22 del 2021, che ha riaffermato l’autonomia tra legittimazione e interesse al ricorso, escludendo che la vicinitas valga da sola a dimostrare la sussistenza dell’interesse, da intendersi come specifico pregiudizio derivante dall’atto impugnato.

Con riferimento alla c.d. vicinitas commerciale, la giurisprudenza richiede che l’operatore agisca nel medesimo settore, attinga al medesimo bacino di utenza e risenta di un effettivo danno al proprio volume d’affari. In assenza di parametri normativi, la nozione di bacino di utenza risulta tendenzialmente inadatta a selezionare i ricorsi ammissibili, in un sistema in cui la libertà di concorrenza costituisce il principio generale e le eccezioni vanno interpretate restrittivamente. Ne conseguono due corollari: la coincidenza del bacino va apprezzata in concreto e la prova del pregiudizio deve essere rigorosa e non presunta.

Applicando tali coordinate, il Collegio ha ritenuto che la ricorrente non avesse offerto elementi sufficienti: la relazione di geomarketing basata su un’isocrona di un minuto in auto evidenziava solo una parziale sovrapposizione dei bacini, mentre le resistenti avevano efficacemente opposto l’esistenza di altre due medie strutture di vendita in posizione baricentrica, la differenziazione delle fasce di clientela e la natura prevalentemente pedonale del bacino dell’esercizio discount. La mancata dimostrazione di un pregiudizio significativo ha condotto alla declaratoria di inammissibilità del ricorso, con integrale compensazione delle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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