Ordinanza istruttoria su Piano Comunale delle Coste (TAR Puglia n. 738 del 13.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio di legittimità avverso un atto di pianificazione, il giudice amministrativo può disporre un incombente istruttorio quando la causa non sia matura per la decisione, difettando elementi conoscitivi essenziali per valutare le scelte discrezionali dell’amministrazione. In particolare, ove il piano incida su un’area in cui insiste una concessione demaniale, l’amministrazione è tenuta a esplicitare le ragioni e gli elementi istruttori che hanno condotto alla riduzione o al frazionamento dei lotti concedibili rispetto alla consistenza originaria della concessione. Tale obbligo di motivazione rafforzata si radica nell’esigenza di rendere sindacabile l’esercizio del potere pianificatorio, consentendo al giudice di verificare se la soluzione adottata sia frutto di vincoli fattuali o normativi ovvero di valutazioni discrezionali.
Il Fatto
La società ricorrente, concessionaria di un tratto di litorale nel Comune di Lecce, ha impugnato gli atti di adozione e approvazione del Piano Comunale delle Coste, nonché la delibera regionale di compatibilità con il Piano Regionale. La censura principale riguarda la previsione del piano che, nell’area antistante una struttura ricettiva di cui la società è titolare, individua due distinti lotti concedibili, di estensione complessivamente inferiore rispetto alla concessione attualmente in essere.
La Motivazione della Corte
Il Collegio rileva che la controversia non è matura per la decisione. L’amministrazione comunale non ha precisato le ragioni e gli elementi istruttori valutati nel corso del procedimento pianificatorio, né ha chiarito se la scelta di ridisegnare i lotti concedibili derivi da specifici vincoli fattuali o normativi, ovvero sia l’esito di una valutazione discrezionale, o ancora da altre ragioni.
Analogamente, le parti non hanno individuato, nei documenti depositati, gli atti e i passaggi procedimentali di rilievo che possano illuminare le scelte contestate. In tale contesto, il Tribunale ritiene necessaria l’acquisizione di una relazione documentata da parte del Comune, che ricostruisca l’istruttoria svolta e dia conto dei presupposti posti a fondamento della riconfigurazione dei lotti nell’area demaniale interessata.
L’adempimento è funzionale a consentire un effettivo sindacato giurisdizionale sulla congruità delle scelte pianificatorie. Il Collegio, infatti, non può valutare la legittimità del piano senza conoscere le ragioni sostanziali che hanno giustificato la riduzione e il frazionamento dell’area concessa, trattandosi di elementi decisivi per verificare l’eventuale eccesso di potere e il corretto contemporamento degli interessi pubblici e privati coinvolti.
Il Comune è pertanto tenuto a depositare la relazione entro il termine di novanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. Il Tribunale, impregiudicata ogni valutazione in rito e nel merito, ha rinviato la causa all’udienza pubblica del 28 ottobre 2026 per il prosieguo del giudizio.
Nota della Redazione
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