Revoca della concessione sportiva per morosità del canone e fideiussione invalida (TAR Sardegna n. 293 del 07.04.2025)

Principi di diritto (Massima)
La revoca della concessione di impianto sportivo comunale è legittima quando il concessionario risulti moroso nel pagamento di una o più annualità del canone, ai sensi della clausola convenzionale che tale inadempimento sanziona. Il piano di rientro concordato con l’Amministrazione non sana la morosità se la fideiussione posta a sua garanzia è rilasciata da soggetto non abilitato: la garanzia richiesta a favore dell’ente pubblico, quale che sia il nomen, rientra tra le modalità dell’art. 1 legge n. 348/1982, che impone il rilascio da azienda di credito, intermediario vigilato o impresa assicurativa autorizzata al ramo cauzioni. L’accertata invalidità della garanzia determina la decadenza dalla dilazione e la persistenza dell’inadempimento. L’accertamento della legittimità di una sola delle ragioni addotte dall’Amministrazione sorregge autonomamente il provvedimento di revoca, rendendo inammissibili per carenza di interesse le doglianze avverso le ulteriori rationes decidendi.

Il Fatto

Il ricorrente Consorzio gestiva in concessione un impianto sportivo comunale in virtù di convenzione del 2008, prorogata nel 2010 per consentire l’ammortamento del mutuo acceso per la manutenzione straordinaria. Con provvedimento del 10 settembre 2024 il Comune ha disposto la revoca della concessione, contestando una pluralità di inadempimenti.

Il Consorzio ha impugnato la revoca con ricorso principale e tre successivi motivi aggiunti, estesi all’atto di sgombero, alla relazione di chiarimenti, alla cessazione dell’utenza idrica, alla dichiarazione di decadenza dal piano di rientro e al rigetto della fideiussione presentata. L’istanza cautelare monocratica era stata accolta e confermata in sede collegiale, con sospensione degli atti impugnati.

La Motivazione della Corte

Il TAR esamina congiuntamente tutti i ricorsi e li ritiene infondati su un rilievo assorbente: l’omesso pagamento dei canoni e il mancato perfezionamento dell’accordo di rateizzazione. La convenzione impone il canone annuo anticipato e l’art. 19 prevede la revoca, previa diffida, in caso di morosità del concessionario.

La documentazione conferma l’inadempimento: la morosità per le annualità dal 2016 al 2023, la richiesta di rateizzazione in sessanta mesi presentata dal Consorzio stesso, la controproposta comunale in quarantotto mensilità con fideiussione, il versamento della prima rata ma l’omesso rilascio della garanzia. La decadenza dalla dilazione è quindi correttamente dichiarata.

Il Tribunale esclude la compensazione con i crediti per manutenzione straordinaria opposti dal Consorzio. Richiamando il principio della Cassazione civile sez. I n. 30677 del 2023, rileva che la compensazione esige crediti certi, liquidi ed esigibili: nel caso, il credito era già stato scomputato mediante compensazione volontaria sui canoni 2012-2016, mentre gli ulteriori importi sono contestati nel loro ammontare e privi del requisito di certezza.

Superato il profilo temporale del rilascio, il TAR affronta la validità della garanzia presentata il 27 settembre 2024. Respinge la tesi della distinzione tra cauzione e fideiussione: l’art. 1 legge n. 348/1982 ammette tre modalità alternative di costituzione, tra cui la fideiussione bancaria o la polizza assicurativa, e la scelta spetta all’ente pubblico. La garanzia emessa da società di mutuo soccorso non abilitata è perciò invalida, con conseguente mancata attuazione della rateizzazione e operatività della revoca.

Il Collegio afferma inoltre che la legittimità di una sola ragione addotta sorregge il provvedimento, rendendo inammissibili per carenza di interesse le censure sulle altre. Nel merito, anche la carenza di manutenzione ordinaria risulta provata dalla relazione del sopralluogo e dalle prescrizioni dell’ente di settore, ribadite negli anni. Spese compensate per la complessità della vicenda.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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