Silenzio della P.A. e riqualificazione urbanistica delle aree in zona bianca (TAR Sicilia n. 445 del 03.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
Alla scadenza del termine di durata dei vincoli preordinati all’esproprio, l’amministrazione comunale ha l’obbligo di provvedere in merito alla nuova destinazione urbanistica dell’area, restando nelle more applicabile la disciplina delle c.d. zone bianche. L’obbligo si radica nel potere di pianificazione urbanistica del Comune, obbligatorio nell’an e discrezionale nel quomodo. Il proprietario che abbia presentato istanza di riqualificazione urbanistica matura pertanto il diritto di agire avverso il silenzio serbato dall’amministrazione, a prescindere dalla fondatezza della richiesta. Decorso il termine di trenta giorni senza riscontro, il silenzio è illegittimo e il giudice ordina all’ente di provvedere con provvedimento espresso e motivato.

Il Fatto

La ricorrente, comproprietaria di un terreno sito nel Comune di Aci Sant’Antonio, censito al Catasto Terreni e ricadente in c.d. zona bianca, ha presentato all’ente locale un’istanza per la riattribuzione della destinazione urbanistica alla propria unità immobiliare. La richiesta faceva seguito alla scadenza dei vincoli espropriativi imposti dal locale strumento urbanistico, non confermati per mancata approvazione regionale della delibera di reiterazione.

Non avendo ricevuto alcun riscontro, la ricorrente ha proposto ricorso per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento e per la condanna del Comune a provvedere espressamente sull’istanza. Il Comune, regolarmente evocato, non si è costituito in giudizio.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ritiene fondato il ricorso, ravvisando la sussistenza di tutti i presupposti previsti dagli art. 31 e 117 c.p.a. La ricorrente ha fornito prova della notifica dell’istanza e risulta decorso il termine generale di trenta giorni a provvedere, senza che l’ente abbia riscontrato la richiesta.

Il Tribunale richiama l’art. 2, comma 1, legge n. 241/1990, che impone a ogni amministrazione di concludere il procedimento, quando consegua obbligatoriamente a un’istanza, mediante l’adozione di un provvedimento espresso. Sul punto la giurisprudenza amministrativa ha già chiarito che in Sicilia trova applicazione la disciplina del termine quinquennale di durata dei vincoli preordinati all’esproprio e che alla scadenza sorge l’obbligo dell’amministrazione di provvedere sulla nuova destinazione, ferma restando l’applicazione della disciplina delle zone bianche.

Tale obbligo si fonda sul potere di pianificazione urbanistica del Comune, obbligatorio nell’an e discrezionale nel quomodo nei limiti della legislazione di settore. Ne consegue che, in caso di inadempimento, il privato matura il diritto di agire contro il silenzio illegittimamente serbato.

A fronte della dedotta decadenza del vincolo e della conseguente richiesta di riclassificazione, il Comune avrebbe dovuto riscontrare l’istanza, a prescindere dalla sua fondatezza, con un provvedimento espresso e motivato. Nel caso di specie l’ente non ha risposto né ha avviato il procedimento.

Il ricorso è quindi accolto, con declaratoria dell’obbligo del Comune di provvedere nel termine di centottanta giorni dalla notifica della sentenza. Per l’ipotesi di ulteriore inadempienza è nominato commissario ad acta il Direttore Generale del Dipartimento Urbanistica dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, con facoltà di delega. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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