Obbligo di riesame del Questore su sopravvenienze nel rinnovo del permesso (TAR Lombardia n. 1339 del 03.05.2024)
Principi di diritto (Massima)
In materia di permesso di soggiorno, il giudizio amministrativo ha ad oggetto la situazione giuridica sostanziale e non soltanto l’atto impugnato. Le sopravvenienze intervenute tra l’istanza, il suo esame e la decisione, anche se non conoscibili al momento dell’adozione del provvedimento, incidono sulla posizione del ricorrente e non possono essere ignorate. Anche quando l’atto è legittimo al momento in cui viene adottato, l’Amministrazione deve tenere conto delle circostanze che hanno modificato la situazione del richiedente. Il giudice pertanto valuta la documentazione prodotta in giudizio e, se emergono elementi nuovi, accoglie il ricorso per il riesame.
Il Fatto
Un cittadino straniero presenta alla Questura di Milano istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. La domanda viene respinta con un primo provvedimento. Il ricorrente ottiene, in sede cautelare nell’ambito di un diverso giudizio, un’ordinanza che impone all’Amministrazione il riesame della domanda.
All’esito del riesame la Questura respinge nuovamente la richiesta. Il nuovo diniego si fonda sulla cessazione, risalente al 31 dicembre 2018, del rapporto di lavoro sul quale si basava l’istanza, e sulla conseguente inattendibilità della documentazione prodotta. Il ricorrente impugna il secondo diniego davanti al TAR Lombardia, deducendo la regolarità della propria posizione lavorativa grazie a un nuovo contratto a tempo indeterminato, part time, sottoscritto il 2 gennaio 2019.
La Motivazione della Corte
La domanda cautelare era già stata respinta in camera di consiglio. Nel merito, però, il Collegio ritiene il ricorso fondato e si discosta dalle valutazioni compiute in quella sede. La documentazione allegata al ricorso e quella integrativa depositata prima dell’udienza dimostrano una posizione lavorativa regolare e una condizione reddituale sufficiente al sostentamento del richiedente.
Il Tribunale richiama la giurisprudenza amministrativa sulla rilevanza delle sopravvenienze in materia di immigrazione. Il giudizio sulla situazione giuridica soggettiva impone di valutare gli elementi concretizzatisi nelle more tra l’istanza, il suo esame e la decisione. Tali elementi non potevano incidere sull’atto, ma incidono sulla posizione del ricorrente, e la loro mancata considerazione può compromettere diritti fondamentali della persona.
La conclusione è che l’Amministrazione, nell’esercizio del proprio potere, deve tener conto delle circostanze sopravvenute, ancorché non conoscibili perché non ancora esistenti al momento dell’adozione dell’atto. Il provvedimento resta pienamente legittimo, ma la sua permanenza non esime il Questore da una nuova valutazione nel rispetto della normativa vigente e degli ulteriori presupposti inderogabili.
Nel caso concreto la sopravvenienza consiste nell’instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro. La Questura è quindi tenuta a verificare se permanga la carenza del requisito reddituale idonea a precludere il rinnovo, oppure se il richiedente possieda tutti i requisiti richiesti. Il ricorso viene accolto con annullamento del provvedimento impugnato, affinché l’Amministrazione si pronunci nuovamente osservando le statuizioni della sentenza.
Nota della Redazione
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