Tende e soprassuolo su suolo pubblico richiedono autorizzazione espressa (TAR Lazio n. 22 del 13.01.2025)

Principi di diritto (Massima)
Le occupazioni di suolo e soprassuolo pubblico mediante collocazione di tende e strutture analoghe richiedono un’autorizzazione espressa, sicché il mero decorso del termine di conclusione del procedimento non determina la formazione del silenzio assenso. Il regolamento comunale che subordina l’installazione all’autorizzazione specifica esclude l’operatività del silenzio significativo, anche quando la disciplina dell’occupazione del suolo preveda il rilascio di un provvedimento espresso. Il diniego tardivo resta pertanto legittimo. I pareri endoprocedimentali non sono contraddittori quando quello favorevole dell’ufficio tecnico sia condizionato all’esito delle verifiche di conformità demandate alla polizia locale. L’installazione in assenza di titolo è abusiva e legittima l’applicazione della disciplina sanzionatoria.

Il Fatto

La ditta ricorrente, titolare di una storica attività di rivendita di biciclette, presentava istanza per l’occupazione di suolo pubblico e per la collocazione di tende frangisole. Il regolamento comunale prevede trenta giorni per la conclusione del procedimento. Decorso il termine, la ditta riteneva formatosi il silenzio assenso e procedeva all’installazione delle tende.

La Polizia locale esprimeva parere favorevole all’occupazione del suolo e negativo sull’installazione delle tende, per non conformità all’art. 15 del Piano di Arredo Urbano. Il Settore Finanze e Tributi emanava quindi il provvedimento di non accoglimento, con invito alla rimozione entro cinque giorni, qualificando l’occupazione come abusiva ai sensi dell’art. 14 del regolamento. La ditta impugnava il diniego, i pareri endoprocedimentali e l’art. 41 del regolamento.

La Motivazione della Corte

Il Tribunale respinge il ricorso muovendo da una precisazione in fatto: dall’istanza emerge che la ditta aveva presentato un’unica domanda di occupazione di suolo e soprassuolo per esposizione di merce e installazione di tende. Il procedimento è quindi unitario e soggetto alle disposizioni dettate per il rilascio delle concessioni.

Il primo motivo è infondato. L’art. 6 del regolamento impone un provvedimento espresso di concessione per l’occupazione di strade e spazi pubblici. L’art. 41, dedicato alle occupazioni con tende e soprassuolo, richiede parimenti la autorizzazione comunale e stabilisce che senza specifica autorizzazione non è consentita la collocazione di elementi la cui proiezione verticale insiste sul suolo pubblico. Da tali disposizioni il Tribunale deduce che alcun silenzio significativo poteva originare dal decorso del termine di trenta giorni e che il diniego del 22 settembre 2023 è legittimo.

Anche il secondo e il terzo motivo sono respinti. Il Tribunale esclude la dedotta contraddittorietà tra il parere dell’area tecnica e quello della Polizia locale. Il primo è un mero parere endoprocedimentale, reso “fatti salvi eventuali pareri e N.O. di altri Uffici”, con espressa previsione che il mancato rispetto delle prescrizioni comporta l’inefficacia del parere stesso. Il secondo costituisce l’accertamento consequenziale alla verifica di conformità demandata alla Polizia locale. Il procedimento si rivela pertanto legittimo, anche perché parte ricorrente non contesta espressamente la violazione dell’art. 15 del PAU.

Il quarto motivo non è meritevole di accoglimento: non essendo stata autorizzata l’occupazione del soprassuolo, questa è abusiva e correttamente si applica l’art. 14 del regolamento. Infine, la censura sull’art. 10-bis della legge n. 241/1990 è priva di fondamento: risultano comunicazioni inerenti al procedimento e, per i principi elaborati in materia di repressione degli abusi edilizi, richiamati con Cons. Stato n. 8613 del 2022, l’atto sanzionatorio di natura vincolata non richiede la comunicazione di avvio e la sua eventuale carenza non ne comporta l’annullamento ai sensi dell’art. 21-octies della legge n. 241/1990. Il ricorso è respinto, con condanna alle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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