-
Art. 723 c.c. Resa dei conti
Dopo la vendita, se ha avuto luogo, dei mobili e degli immobili si procede ai conti che i condividenti si devono rendere, alla formazione dello stato attivo e passivo dell’eredità e alla determinazione delle porzioni ereditarie e dei conguagli o rimborsi che si devono tra loro i condividenti. Funzione della norma L’art. 723 c.c. disciplina…
-
Art. 724 c.c. Collazione e imputazione
I coeredi tenuti a collazione, a norma del capo II di questo titolo, conferiscono tutto ciò che è stato loro donato. Ciascun erede deve imputare alla sua quota le somme di cui era debitore verso il defunto e quelle di cui è debitore verso i coeredi in dipendenza dei rapporti di comunione. Funzione della norma…
-
Art. 725 c.c. Prelevamenti
Se i beni donati non sono conferiti in natura, o se vi sono debiti da imputare alla quota di un erede a norma del secondo comma dell’articolo precedente, gli altri eredi prelevano dalla massa ereditaria beni in proporzione delle loro rispettive quote. I prelevamenti, per quanto è possibile, si formano con oggetti della stessa natura…
-
Art. 726 c.c. Stima e formazione delle parti
Fatti i prelevamenti, si provvede alla stima di ciò che rimane nella massa, secondo il valore venale dei singoli oggetti. Eseguita la stima, si procede alla formazione di tante porzioni quanti sono gli eredi o le stirpi condividenti in proporzione delle quote. Funzione della norma L’art. 726 c.c. si colloca nella sequenza tecnica delle operazioni…
-
Art. 727 c.c. Norme per la formazione delle porzioni
Salvo quanto è disposto dagli articoli 720 e 722, le porzioni devono essere formate, previa stima dei beni, comprendendo una quantità di mobili, immobili e crediti di eguale natura e qualità, in proporzione dell’entità di ciascuna quota. Si deve tuttavia evitare, per quanto è possibile, il frazionamento delle biblioteche, gallerie e collezioni che hanno un’importanza…
-
Art. 728 c.c. Conguagli in danaro
L’ineguaglianza in natura nelle quote ereditarie si compensa con un equivalente in danaro. Funzione della norma L’art. 728 c.c. si colloca nella sequenza operativa della divisione ereditaria dopo la stima dei beni (art. 726 c.c.) e in funzione della formazione delle porzioni (art. 727 c.c.), quale meccanismo di riequilibrio economico destinato a correggere le diseguaglianze…
-
Art. 729 c.c. Assegnazione o attribuzione delle porzioni
L’assegnazione delle porzioni eguali è fatta mediante estrazione a sorte. Per le porzioni diseguali si procede mediante attribuzione. Tuttavia, rispetto a beni costituenti frazioni eguali di quote diseguali, si può procedere per estrazione a sorte. Funzione della norma L’art. 729 c.c. si colloca nella sequenza finale delle operazioni divisionali, dopo la stima dei beni (art.…
-
Art. 730 c.c. Deferimento delle operazioni a un notaio
Le operazioni indicate negli articoli precedenti possono essere, col consenso di tutti i coeredi, deferite a un notaio. La nomina di questo, in mancanza di accordo, è fatta con decreto dal Tribunale del luogo dell’aperta successione. Qualora sorgano contestazioni nel corso delle operazioni, esse sono riservate e rimesse tutte insieme alla cognizione dell’autorità giudiziaria competente,…
-
Art. 731 c.c. Suddivisioni tra stirpi
Le norme sulla divisione dell’intero asse si osservano anche nelle suddivisioni tra i componenti di ciascuna stirpe. Funzione della norma L’art. 731 c.c. opera nel segmento della divisione ereditaria in cui, accertata la vocazione per rappresentazione o comunque la rilevanza della successione per stirpi, la massa non va immediatamente ripartita tra tutti i coeredi come…
-
Art. 732 c.c. Diritto di prelazione
Il coerede, che vuole alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine di due mesi dall’ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di…
-
Art. 733 c.c. Norme date dal testatore per la divisione
Quando il testatore ha stabilito particolari norme per formare le porzioni, queste norme sono vincolanti per gli eredi, salvo che l’effettivo valore dei beni non corrisponda alle quote stabilite dal testatore. Il testatore può disporre che la divisione si effettui secondo la stima di persona da lui designata che non sia erede o legatario: la…
-
Art. 734 c.c. Divisione fatta dal testatore
Il testatore può dividere i suoi beni tra gli eredi comprendendo nella divisione anche la parte non disponibile. Se nella divisione fatta dal testatore non sono compresi tutti i beni lasciati al tempo della morte, i beni in essa non compresi sono attribuiti conformemente alla legge, se non risulta una diversa volontà del testatore. Funzione…
-
Art. 735 c.c. Preterizione di eredi e lesione di legittima
La divisione nella quale il testatore non abbia compreso qualcuno dei legittimari o degli eredi istituiti è nulla. Il coerede che è stato leso nella quota di riserva può esercitare l’azione di riduzione contro gli altri coeredi. Funzione della norma L’art. 735 c.c. disciplina la patologia propria della divisione fatta dal testatore quando l’operazione divisoria,…
-
Art. 736 c.c. Consegna dei documenti
Compiuta la divisione, si devono rimettere a ciascuno dei condividenti i documenti relativi ai beni e diritti particolarmente loro assegnati. I documenti di una proprietà che è stata divisa rimangono a quello che ne ha la parte maggiore, con l’obbligo di comunicarli agli altri condividenti che vi hanno interesse, ogni qualvolta se ne faccia richiesta.…
-
Art. 737 c.c. Soggetti tenuti alla collazione
I figli e i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati. La dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile. Funzione della…
-
Art. 738 c.c. Limiti della collazione per il coniuge
Non sono soggette a collazione le donazioni di modico valore fatte al coniuge. Funzione della norma L’art. 738 c.c. introduce una deroga puntuale alla regola generale dell’art. 737 c.c.: pur essendo il coniuge tra i soggetti tenuti alla collazione quando concorre alla successione, la norma esclude dal conferimento le donazioni di modico valore fatte al…
-
Art. 739 c.c. Donazioni ai discendenti o al coniuge dell’erede. Donazioni a coniugi
L’erede non è tenuto a conferire le donazioni fatte ai suoi discendenti o al coniuge, ancorché succedendo a costoro ne abbia conseguito il vantaggio. Se le donazioni sono state fatte congiuntamente a coniugi di cui uno è discendente del donante, la sola porzione a questo donata è soggetta a collazione. Funzione della norma L’art. 739…
-
Art. 740 c.c. Donazioni fatte all’ascendente dell’erede
Il discendente che succede per rappresentazione deve conferire ciò che è stato donato all’ascendente, anche nel caso in cui abbia rinunziato all’eredità di questo. Funzione della norma L’art. 740 c.c. disciplina una specifica estensione soggettiva dell’obbligo di collazione, prevedendo che il discendente chiamato all’eredità per rappresentazione debba conferire ciò che era stato donato al proprio…
-
Art. 741 c.c. Collazione di assegnazioni varie
È soggetto a collazione ciò che il defunto ha speso a favore dei suoi discendenti per assegnazioni fatte a causa di matrimonio, per avviarli all’esercizio di una attività produttiva o professionale, per soddisfare premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita a loro favore o per pagare i loro debiti. Funzione della norma L’art. 741…
-
Art. 742 c.c. Spese non soggette a collazione
Non sono soggette a collazione le spese di mantenimento e di educazione e quelle sostenute per malattia, né quelle ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze. Le spese per il corredo nuziale e quelle per l’istruzione artistica o professionale sono soggette a collazione solo per quanto eccedono notevolmente la misura ordinaria, tenuto conto delle condizioni…