Variante urbanistica: improcedibile il ricorso contro le sole controdeduzioni alle osservazioni (TAR Campania n. 1630 del 01.10.2026)

Principi di diritto (Massima)
Nel procedimento di formazione dello strumento urbanistico generale, i soli atti dotati di rilevanza esterna e autonomamente impugnabili sono la deliberazione di adozione e il provvedimento di approvazione del piano. La delibera con cui il Comune esamina e rigetta le osservazioni dei privati ha natura endoprocedimentale, con funzione consultiva e propositiva, e acquisisce contenuto precettivo solo all’esito del suo recepimento nel piano definitivamente approvato. Il ricorso proposto avverso la sola controdeduzione alle osservazioni, senza impugnazione dell’atto conclusivo del procedimento, è pertanto improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

Il Fatto

Il ricorrente, coerede di un compendio immobiliare sito nel territorio comunale, presentava rituale osservazione nell’ambito della variante al piano urbanistico comunale adottata con delibera di Giunta. L’osservazione deduceva la natura agricola ultra-cinquantennale dei fondi e l’assenza di disponibilità alla loro trasformazione in senso industriale e commerciale.

Con successiva delibera, il Comune rigettava le osservazioni, tra cui quella dell’istante. Il ricorrente impugnava tale delibera, unitamente alle delibere di adozione della variante, deducendo violazione delle norme regionali in materia urbanistica, vizio della motivazione, difetto di istruttoria, contraddittorietà e disparità di trattamento. Il Comune, costituitosi, eccepiva in via preliminare l’inammissibilità e l’improcedibilità del gravame.

La Motivazione della Corte

Il Collegio affronta la questione dell’impugnabilità autonoma degli atti della sequenza procedimentale di formazione del piano. Richiamando l’orientamento della giurisprudenza amministrativa, il Tribunale ribadisce che la deliberazione comunale di esame delle controdeduzioni alle osservazioni non è autonomamente impugnabile, perché priva di contenuto provvedimentale e destinata a operare unicamente all’interno del procedimento.

La ricostruzione del sistema muove dalla distinzione tra atti a rilevanza esterna e atti endoprocedimentali. Solo i primi incidono direttamente sulla sfera giuridica del privato e sono idonei a radicare l’interesse a ricorrere. L’atto di esame delle osservazioni, ad un tempo consultivo e propositivo, non possiede tale attitudine lesiva, anche quando le nuove determinazioni siano il risultato dell’esame delle osservazioni: esse divengono precettive solo se e in quanto recepite nel piano approvato.

Il Collegio richiama espressamente Consiglio di Stato, sez. IV, 8 agosto 2008, n. 3925, Consiglio di Stato, sez. IV, 21 agosto 2009, n. 5002 e Cons. Stato, sez. IV, 1.04.2025, n. 2729, che hanno affermato la non autonoma impugnabilità dell’atto di esame delle controdeduzioni alla variante di piano regolatore.

Trasponendo tali coordinate esegetiche alla fattispecie, il Tribunale rileva che il ricorrente non ha impugnato la successiva delibera consiliare di approvazione della variante, atto che, a conclusione dell’iter a formazione progressiva, concretizza la lesione dell’interesse azionato. Da qui la dichiarazione di improcedibilità del gravame per sopravvenuto difetto di interesse, con compensazione delle spese di giudizio tra le parti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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