Rallentamenti e incrementi di costo nel completamento dell’aerostazione regionale: rilievi della Sezione di controllo (Corte dei Conti Sez. contr. Valle d’Aosta n. 27 del 28.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione regionale di controllo per la Valle d’Aosta, nell’esercizio del controllo sulla gestione in corso d’esercizio disciplinato dall’art. 3 della l. n. 20/1994, dall’art. 7 della l. n. 131/2003 e dal d.lgs. n. 179/2010, verifica la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge, valutando comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Ove emergano ritardi nella realizzazione di un’opera pubblica e incrementi di costo rispetto al quadro economico iniziale, la Sezione è tenuta a segnalare le criticità e a richiedere all’amministrazione un aggiornamento sullo stato di attuazione. Il controllo finanziario e contabile costituisce elemento prodromico per valutazioni corrette sui programmi, fermo restando che l’assenza di specifici rilievi non equivale a valutazione positiva e che il controllo di gestione non attiene alla regolarità dei comportamenti sottostanti agli atti.
Il Fatto
L’intervento di completamento della nuova aerostazione, del parcheggio e della viabilità dell’aeroporto “Corrado Gex” di Saint-Christophe affonda le radici nel Master Plan del 2004 e nell’Accordo di programma quadro del 2005. Affidato originariamente alla società di gestione quale soggetto attuatore, l’appalto fu risolto nel 2013 dopo il concordato preventivo dell’impresa, con il subentro della Regione quale stazione appaltante nel 2014. Dopo una lunga fase di rimodulazione, la gara è stata aggiudicata nel 2022 e i lavori sono stati consegnati nel dicembre dello stesso anno, con ultimazione prevista per marzo 2024.
La Sezione di controllo ha aperto il monitoraggio nel 2024 ed ha svolto l’istruttoria in contraddittorio, con sopralluogo in cantiere il 12 marzo 2026. La relazione, approvata con la deliberazione in esame il 25 maggio 2026 e depositata il 28 maggio 2026, fotografa una situazione di rallentamento dei tempi e incremento dei costi dell’intervento.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha ripercorso le vicende del progetto: dalla sostituzione della società di gestione con la struttura regionale, alla rimodulazione dell’intervento con la delibera di giunta n. 551/2021 e l’approvazione del progetto esecutivo con la d.g.r. n. 1056/2021, fino all’appalto dei lavori per un importo a base di gara di euro 7.390.255,63. Il costo complessivo dell’opera ha subito molteplici incrementi, portando il totale a euro 10.922.968,57, rispetto al quadro economico iniziale di euro 10.030.510,10, coperto con risorse aggiuntive per 1,4 milioni stanziati dall’art. 44 della l.r. n. 7/2024.
Le criticità sono emerse sin dall’avvio del cantiere: lo stato di consistenza era stato messo in discussione dalle condizioni del sito abbandonato e dalle differenze interpretative tra le parti. Tutti gli atti contabili sono stati sottoscritti con riserva dall’impresa, con riserve che ammontavano ad oltre 6,4 milioni di euro. La prima perizia di variante del 26 agosto 2024 ha incrementato i costi di 1.437.026,71 euro; i SAL straordinari per adeguamento prezzi hanno aggiunto 784.655,52 euro.
Nell’aprile 2025 la stazione appaltante ha sottoposto la questione al Collegio Consultivo Tecnico. Il 23 dicembre 2025 il CCT ha emesso la determinazione n. 1, avente valore di lodo contrattuale su richiesta congiunta delle parti, riconoscendo all’appaltatore 540.937,55 euro per lavori eseguiti, con rinuncia alle riserve da 5 a 19 e alle domande relative alle riserve da 1 a 4 per 7.829.357,89 euro. Il termine di ultimazione è stato differito al 31 marzo 2026 e successivamente, con la seconda perizia di variante, portato al 27 agosto 2026.
Al 7° SAL l’avanzamento lavori risulta pari al 60,01 per cento dell’importo contrattuale aggiornato. La Sezione segnala una criticità specifica sulla copertura finanziaria dell’incarico di progettazione e direzione lavori per 323.545,97 euro, originariamente allocata sul fondo in Gestione speciale presso Finaosta e mai rendicontato. Il richiamo all’art. 23 della l.r. n. 12/2018 non trova riscontro nelle rendicontazioni dei rientri da quella norma, e le somme risultano coperte da risorse autonome solo a partire dal 2021, senza che sia dimostrata la copertura al momento dell’affidamento. La Sezione invita la Regione a comunicare entro sei mesi un aggiornamento sullo stato di attuazione, considerata anche la previsione di ulteriori 4 milioni di euro nel disegno di legge di variazione per il 2026/2028.
Nota della Redazione
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