Prescrizione e decorrenza del termine nei reati presupponenti reato presupposto (Cass. pen. Sez. II n. 22906 del 22.06.2026)

Principi di diritto (Massima)
Nei delitti contro il patrimonio che presuppongono la consumazione di un reato presupposto — artt. 648, 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 cod. pen. — è necessario che quest’ultimo sia individuato quantomeno nella sua tipologia, senza che occorra la puntuale ricostruzione di tutti gli estremi storico-fattuali. Il delitto di trasferimento fraudolento di valori ex art. 512-bis cod. pen. è strutturalmente indifferente alla genesi lecita o illecita delle utilità trasferite, sicché le censure sulla mancata prova della provenienza delittuosa dei capitali sono inconferenti. In tema di prescrizione, l’onere di provare con precisione la data di commissione del reato grava sull’accusa, non sull’imputato: in difetto di prova certa, il termine decorre dalla data più risalente, a maggior vantaggio dell’imputato.

Il Fatto

La Corte di appello di Lecce, in riforma della decisione del Tribunale di Brindisi, aveva in parte assolto e in parte dichiarato estinti per prescrizione alcuni reati contestati a più imputati, riducendo le pene residue per un articolato gruppo di contestazioni: trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, reimpiego e bancarotta fraudolenta, patrimoniale e documentale, con riguardo alla vicenda della Fast Service Line s.r.l. e a investimenti in Albania.

Gli imputati ricorrono per cassazione deducendo, tra l’altro, la mancata prova della provenienza illecita delle somme, il difetto di giurisdizione per i fatti commessi all’estero, l’insussistenza del dolo della bancarotta fraudolenta e l’omesso esame del reato presupposto per il riciclaggio.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto la distinzione tra la fattispecie di trasferimento fraudolento di valori e i reati di riciclaggio e reimpiego. Mentre per questi ultimi è indefettibile la dimostrazione della genesi delittuosa dei beni, il art. 512-bis cod. pen. è strutturalmente indifferente alla provenienza delle utilità; esso è integrato anche da condotte su beni di origine non delittuosa e non richiede la mera disponibilità del bene da parte di chi non ne è titolare, ma la prova, anche indiziaria, che le risorse impiegate provengano da chi intenda eludere misure di prevenzione.

Quanto ai reati che presuppongono un reato presupposto, la Corte richiama il principio secondo cui è sufficiente che esso sia individuato nella sua tipologia. Nel caso di specie i reati presupposto sono stati identificati nel contrabbando di tabacchi lavorieri esteri e nella partecipazione all’associazione mafiosa, per i quali l’imputato ha riportato condanne definitive, con flussi finanziari incompatibili con redditi leciti esigui.

Sul fronte della giurisdizione, la Corte richiama il principio di territorialità ex art. 6, secondo comma, cod. pen.: è sufficiente che nel territorio dello Stato sia realizzato anche solo un frammento della condotta tipica, privo dei requisiti del tentativo, per radicare la giurisdizione italiana, come confermato dalle condotte frazionate e progressive tenute dai concorrenti.

In tema di bancarotta fraudolenta, la Corte ribadisce che l’elemento soggettivo è integrato dal dolo generico, non richiedendosi la consapevolezza dello stato di insolvenza né il fine specifico di arrecare pregiudizio ai creditori, essendo sufficiente la cosciente volontà di destinare il patrimonio a fini diversi da quelli di garanzia. Su tale base rigetta i motivi sulla qualificazione giuridica delle condotte distrattive.

Quanto alla prescrizione, la Corte applica il principio del favor rei: in mancanza di prova certa sulla data di consumazione, il termine decorre dalla data più risalente indicata nell’imputazione. Da qui l’annullamento senza rinvio della sentenza per estinzione dei reati e il rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Lecce per la rideterminazione della pena. Su un capo la Corte rileva il difetto di motivazione che impone l’annullamento senza rinvio per non aver commesso il fatto.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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