Sopravvenuto difetto di interesse e improcedibilità del ricorso (TAR Campania n. 8490 del 29.12.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel processo amministrativo, in ossequio al principio dispositivo, la parte ricorrente ha la piena disponibilità dell’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. A tale dichiarazione consegue la doverosa e obbligata presa d’atto del giudice, che non ha il potere di procedere d’ufficio né di sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. Il ricorso va pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La peculiarità della vicenda e l’esito in rito giustificano la compensazione delle spese.

Il Fatto

La società ricorrente ha impugnato, davanti al TAR Campania, l’ordinanza con cui il Comune aveva ingiunto la cessazione immediata dell’attività di intrattenimento danzante e di somministrazione di alimenti e bevande svolta in un locale, unitamente alla nota di rigetto dell’istanza di condono e all’ordinanza di demolizione richiamate nel provvedimento.

Successivamente alla proposizione del ricorso, la società ha rappresentato di svolgere ormai la propria attività in un immobile diverso, avendo risolto il contratto di locazione del manufatto originariamente interessato. Con nota depositata il 09.10.2025 ha quindi dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha preso atto della dichiarazione proveniente dalla parte ricorrente, richiamando il principio dispositivo che informa il processo amministrativo. Sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione, la parte conserva la piena disponibilità dell’azione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio.

Da tale dichiarazione deriva una conseguenza necessaria: il giudice è tenuto ad adottare una pronuncia conforme a quanto dichiarato dalla parte. Egli non dispone del potere di procedere d’ufficio, né di quello di sostituirsi alla ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire.

Il percorso argomentativo si fonda sul costante orientamento della giustizia amministrativa richiamato dalla Corte, che conforta la doverosa e obbligata presa d’atto della sopravvenuta carenza di interesse.

Ne consegue la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. La peculiarità della vicenda e l’esito meramente processuale del giudizio hanno giustificato la compensazione delle spese tra le parti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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