Improcedibile il ricorso avverso l’ordine di demolizione dopo la domanda di sanatoria (TAR Campania n. 994 del 29.05.2025)

Principi di diritto (Massima)
La presentazione di un’istanza di sanatoria determina, in linea di principio, il venir meno dell’interesse attuale e concreto alla decisione del ricorso proposto avverso l’ordinanza di demolizione, poiché quest’ultima resta sospesa ex lege e l’interessato può avversare l’eventuale diniego, espresso o tacito, sull’istanza medesima. L’eventuale definizione positiva della sanatoria è suscettibile di far cessare l’intera materia del contendere. La censura con cui si afferma in giudizio la legittimità dell’opera, dopo che la parte l’ha autodenunciata come abusiva in sede amministrativa, collide con il principio nemo potest venire contra factum proprium e integra un utilizzo non corretto dello strumento processuale, con conseguente improcedibilità del gravame.

Il Fatto

I ricorrenti sono proprietari, in Comune di Tramonti, di un immobile e di un manufatto con struttura in legno e lamiere, a falda inclinata, aperto sui lati, utilizzato come deposito di materiali e ricovero di mezzi; il manufatto insiste in minima parte su particella di proprietà di uno solo di essi.

Con ordinanza di demolizione n. 51 del 17 luglio 2024 il Comune ha contestato la realizzazione del manufatto in assenza di titolo abilitativo. I ricorrenti hanno impugnato l’ingiunzione deducendo, tra l’altro, la natura di volume tecnico pertinenziale al fondo agricolo, la violazione dell’art. 7 della legge n. 241/1990 e la mancata verifica della possibilità di sanatoria. Il Comune si è costituito chiedendo il rigetto. Nel corso del giudizio è stata versata agli atti la domanda di sanatoria del 15.10.2024, n. 134.

La Motivazione della Corte

Il Collegio rileva anzitutto che agli atti è stata depositata una domanda di sanatoria presentata dalla parte privata. Da tale iniziativa discende, in linea di principio, il venir meno dell’interesse attuale e concreto alla decisione del ricorso avverso la demolizione.

Il giudice argomenta che l’ordinanza di demolizione resta sospesa ex lege per effetto dell’istanza. L’interessato conserva la possibilità di avversare l’eventuale diniego, espresso o tacito, sull’istanza medesima; l’eventuale definizione positiva della sanatoria è suscettibile di far cessare l’intera materia del contendere. Sul punto il Collegio richiama TAR Campania, Salerno, Sez. II, 12 gennaio 2022, n. 49.

Il Tribunale osserva inoltre che l’iniziativa assunta sul piano sostanziale collide con l’assunto attoreo fondato sulla legittimità delle opere. La censura volta a sostenere in sede giurisdizionale la legittimità di un comportamento autodenunciato come abusivo pone un dubbio di ammissibilità, per violazione del principio nemo potest venire contra factum proprium. Sono richiamati Cons. Stato, Sez. II, 9 agosto 2021, n. 5825 e TAR Campania, Salerno, Sez. I, 16 settembre 2022, n. 2387.

Il Collegio qualifica quindi come utilizzo non corretto dello strumento processuale la deduzione di fatti incompatibili con la condotta volontariamente assunta in sede amministrativa, richiamando Cons. Stato, Sez. VI, 1 giugno 2022, n. 4444. Su queste basi il gravame è dichiarato improcedibile, con compensazione delle spese di giudizio in ragione della natura formale della decisione.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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