Accessibile il parere legale che ha inciso sulla decisione amministrativa (TAR Sardegna n. 332 del 26.04.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il parere legale acquisito dall’amministrazione in sede istruttoria è soggetto all’ordinaria disciplina sull’accesso ai documenti quando abbia concretamente inciso sulla decisione assunta nel procedimento. L’ostensibilità non è esclusa dal fatto che il provvedimento finale non richiami espressamente il parere, poiché rileva la funzione effettivamente svolta dall’atto nel percorso decisionale. Il diniego opposto sul presupposto di un contenzioso già insorto o potenziale è illegittimo ove il parere risulti reso per risolvere una questione tecnico-giuridica posta da un’istanza del privato e prodromica alla decisione amministrativa. Ne consegue l’annullamento del diniego e la condanna dell’amministrazione all’ostensione.

Il Fatto

Il ricorrente, già componente della Giunta comunale con delega ai servizi sociali e alla gestione di una comunità alloggio per anziani, è stato imputato di abuso d’ufficio per fatti relativi alla carica e assolto in via definitiva dalla Corte d’Appello con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Chiese quindi al Comune l’integrale rifusione delle spese di difesa sostenute nei due gradi del giudizio penale, invocando l’art. 86 del TUEL.

L’ente, non disponendo di un servizio di avvocatura interno, affidò a un legale esterno l’incarico di rendere un parere pro veritate sul procedimento, e successivamente respinse la richiesta di rimborso. Il ricorrente presentò istanza di accesso; il Comune gli concesse visione e copia della documentazione, negando però l’ostensione del parere legale sul presupposto che l’accesso andrebbe escluso quando il parere sia richiesto per risolvere un contenzioso già insorto o per evitarne uno nuovo. Da qui il ricorso per l’annullamento del diniego parziale e la condanna all’ostensione.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ritiene il ricorso fondato e muove da un accertamento in fatto: il parere è stato richiesto in sede istruttoria e al fine di assumere una decisione amministrativa sulla richiesta di rimborso. La circostanza emerge per tabulas dalla stessa nota dirigenziale con cui l’ente aveva preannunciato il ricorso a un professionista esterno, non esistendo all’interno figure in grado di risolvere la questione tecnico-giuridica implicata dall’istanza.

Su questa base trova applicazione il pacifico orientamento giurisprudenziale che sottopone all’ordinaria disciplina sull’accesso il parere legale che abbia concretamente inciso sulla decisione assunta in sede amministrativa. Il Tribunale richiama in proposito Cons. Stato, Sez. III, n. 4799 del 23.06.2021.

Il Collegio precisa poi un passaggio decisivo: l’ostensibilità non viene meno quando il provvedimento finale non contenga richiami espressi al parere. Sul punto è richiamata Cons. Stato, Sez. VI, n. 4798 del 24.08.2011. Rileva, dunque, l’incidenza effettiva dell’atto sul procedimento, non la sua trasposizione formale nella motivazione del provvedimento conclusivo.

La tesi difensiva dell’ente — che aveva negato l’accesso evocando il parere reso per dirimere un contenzioso già insorto — non regge. Il parere non è stato acquisito per gestire una lite, ma per decidere su un’istanza del privato nell’ambito di un procedimento amministrativo. Il ricorso è quindi accolto, con annullamento dell’atto impugnato e condanna dell’amministrazione a concedere l’accesso per visione ed estrazione di copia.

Le spese di lite sono compensate in ragione dell’obiettiva peculiarità della vicenda, con obbligo per il Comune di rimborsare il contributo unificato versato dal ricorrente.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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