Accise, svincolo irregolare dal deposito fiscale e concorso dell’importatore (Cass. pen. Sez. III n. 30436 del 09.09.2025)

Principi di diritto (Massima)
Lo svincolo irregolare di prodotti sottoposti ad accisa da un regime sospensivo integra sempre immissione in consumo e rende immediatamente esigibile l’imposta, non solo verso il titolare del deposito fiscale, ma anche, in solido, verso chiunque abbia partecipato allo svincolo irregolare essendo a conoscenza, o potendo ragionevolmente esserlo, della sua natura irregolare. Il reato di sottrazione di prodotti petroliferi all’accertamento o al pagamento dell’accisa può essere commesso da chiunque e non esige né particolari artifizi né il dolo specifico. Il sequestro o la confisca delle merci non estingue l’obbligazione doganale ai fini delle sanzioni applicabili alle infrazioni. In sede di legittimità il travisamento della prova è deducibile solo se l’errore è decisivo e idoneo a disarticolare l’intero ragionamento probatorio.

Il Fatto

La Corte d’appello di Napoli, in riforma della decisione di primo grado pronunciata con giudizio abbreviato, riduceva la pena e concedeva la sospensione condizionale a due imputati, confermando nel resto la condanna per il reato di cui agli artt. 81 e 110 cod. pen. e art. 40, comma 1, lett. b), commi 3 e 4, d.lgs. n. 504 del 1995.

Secondo l’imputazione, una società acquirente di carburante all’estero, per il tramite di società “cartiere”, cedeva il prodotto formalmente in sospensione d’imposta a una compagine esterovestita, che si avvaleva di un deposito fiscale nel porto di Napoli. Il gasolio, mai recapitato ai destinatari documentati, era reimmesso in circolazione e immesso al consumo senza il pagamento dell’accisa. Entrambi gli imputati ricorrono per cassazione.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce la disciplina dell’art. 2 d.lgs. n. 504 del 1995: l’obbligazione tributaria diviene esigibile all’atto dell’immissione in consumo, che comprende lo svincolo, anche irregolare, dal regime sospensivo. L’art. 7, comma 1, lett. a) individua quali obbligati il garante del pagamento e, in solido, chi abbia partecipato allo svincolo irregolare conoscendone la natura.

Da qui l’infondatezza del primo motivo: l’uscita del prodotto verso destinazioni diverse da quelle documentate fa venir meno il regime sospensivo e rende l’imposta immediatamente esigibile. Irrilevante è la distinzione tra immissione in libera pratica e immissione in consumo, poiché l’imputazione riguarda proprio quest’ultima.

Quanto al sequestro, il richiamo all’art. 124, § 1, lett. e), del Regolamento UE n. 952/2013 non giova: il § 2 esclude che l’obbligazione doganale si consideri estinta ai fini delle sanzioni. Né il sequestro penale, anteriore al fatto, può valere come causa di estinzione del reato.

Il soggetto attivo del reato è chiunque ponga in essere la condotta vietata, compreso il consumatore finale. Trattandosi di concorso, rileva l’apporto causale di ciascuno, preveduto e voluto. Il percorso dei giudici di merito — i passaggi intermedi come schermo del reale dominio della filiera, il ruolo di primo acquirente e finanziatore, il contratto di Storage Warrant — non è manifestamente illogico né contraddittorio.

Il travisamento dedotto non è decisivo: non disarticola il ragionamento probatorio e si concilia con la tesi accusatoria. Il sesto motivo è infondato, poiché la pena pecuniaria fu applicata in misura pari al triplo dell’imposta, non in prossimità del minimo. Le questioni di costituzionalità sono irrilevanti: la multa ebbe limiti edittali e non si verte in ipotesi di delitto tentato. Il diniego delle attenuanti generiche è giustificato dall’assenza di elementi positivi e dal ruolo non trascurabile del ricorrente.

Quanto al secondo ricorrente, l’ordinanza di custodia cautelare di altro procedimento non costituisce prova dei fatti rappresentati, con conseguente inapplicabilità dell’art. 603, comma 2, cod. proc. pen. Il reato ha natura permanente e non richiede il dolo specifico. Infine, l’interpretazione delle intercettazioni è questione di fatto, sindacabile solo per travisamento decisivo.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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