Annullamento derivato per nullità del presupposto pianificatorio (TAR Calabria n. 1072 del 08.06.2026)

Principi di diritto (Massima)
La determinazione dirigenziale che approva l’avviso per il decentramento di una sede farmaceutica è annullata in via derivata quando la delibera di pianificazione della pianta organica, della quale essa costituisce atto applicativo, sia stata dichiarata nulla per violazione di giudicato con pronuncia passata in cosa giudicata. Accertata la nullità del presupposto, viene meno il fondamento di legittimità dell’atto consequenziale, che deve essere annullato. L’interesse del farmacista confinante alla legittima programmazione dell’offerta farmaceutica è ammissibile, essendo direttamente inciso dall’insediamento della nuova sede concorrente.

Il Fatto

Due titolari di distinte farmacie con sede nel territorio comunale hanno impugnato la determinazione dirigenziale con cui il Comune ha approvato l’avviso pubblico per il decentramento di una sede farmaceutica verso una zona individuata dalla pianificazione comunale. La procedura traeva fondamento dalla delibera di Giunta che aveva rimodulato i confini delle sedi preesistenti e istituito quella nuova.

I farmacisti avevano già ottenuto l’annullamento della prima delibera di revisione della pianta organica, per difetto di istruttoria e per l’erroneo ancoraggio della zonizzazione a flussi di popolazione futuri e incerti. Il Comune aveva poi reiterato il medesimo assetto con una seconda delibera, a sua volta impugnata. Nelle more, era stata emanata la determinazione che avviava la procedura selettiva, oggetto del presente giudizio.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha preliminarmente riconosciuto l’ammissibilità del ricorso, rilevando che l’assegnazione della zona contestata incide direttamente sugli interessi dei ricorrenti, coltivati anche nei giudizi precedenti, alla legittima programmazione dell’offerta farmaceutica cittadina.

Nel merito, il primo motivo è stato ritenuto fondato e assorbente. La determinazione dirigenziale impugnata è consequenziale rispetto alla delibera di Giunta che aveva ridisegnato la pianta organica e da questa trae giustificazione. Il nesso di dipendenza logico-giuridica è decisivo: l’atto applicativo non ha autonomia rispetto alla scelta pianificatoria presupposta.

Nelle more del giudizio la delibera presupposta è stata dichiarata nulla per violazione di giudicato con sentenza del TAR, confermata dal Consiglio di Stato. Il Collegio ha quindi accertato che il presupposto di legittimità dell’atto impugnato è definitivamente venuto meno, con la conseguenza dell’annullamento in via derivata della determinazione dirigenziale.

La pronuncia conferma il meccanismo dell’illegittimità derivata: quando l’atto presupposto è travolto da una pronuncia di nullità passata in giudicato, l’atto consequenziale perde il proprio fondamento e non può conservare efficacia, senza che assuma rilievo l’autonomia formale del provvedimento applicativo.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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