Autorizzazione paesaggistica e parere vincolante della Soprintendenza: improcedibilità illegittima (TAR Puglia n. 1416 del 24.10.2025)
Principi di diritto (Massima)
La dichiarazione di improcedibilità dell’istanza di autorizzazione paesaggistica è illegittima quando l’amministrazione procedente ometta di acquisire il parere obbligatorio e vincolante della Soprintendenza previsto dall’art. 146, comma 5, d.lgs. n. 42/2004. L’amministrazione non può sostituire tale parere con una autonoma valutazione della portata del vincolo paesaggistico, perché la competenza a esprimersi sull’interesse tutelato appartiene all’autorità statale. Il vizio integra gli estremi dell’incompetenza e, in quanto tale, non è graduabile dalla parte: il giudice che lo accerti deve rilevarlo e assorbire ogni altra censura. Ne deriva l’annullamento del provvedimento, con salvezza del potere-dovere delle amministrazioni di rideterminarsi.
Il Fatto
La società ricorrente presenta il 5 marzo 2024 istanza al Comune di Melendugno per il rilascio dei titoli edilizi necessari alla realizzazione di due unità abitative su un terreno classificato in zona B dello strumento urbanistico, compreso nella fascia dei trecento metri dal mare. Il Comune esprime parere favorevole sotto il profilo urbanistico e trasmette gli atti al Servizio Paesaggio dell’Unione dei Comuni Terre di Acaya e Roca per l’autorizzazione paesaggistica ex art. 146 d.lgs. n. 42/2004.
L’Unione dei Comuni, con nota prot. n. 947 del 14 ottobre 2024, dichiara l’improcedibilità dell’istanza, ravvisando l’incompatibilità del progetto con l’art. 142 d.lgs. n. 42/2004 e negando l’operatività dell’eccezione di cui al comma 2, per essere l’area tipizzata come zona agricola nel Piano di Fabbricazione vigente al 1985. La società impugna l’atto davanti al TAR, deducendo tre motivi: l’erroneo presupposto del vincolo di inedificabilità assoluta; in subordine, il mancato coinvolgimento della Soprintendenza; in ulteriore subordine, l’omesso preavviso di diniego ex art. 10-bis l. n. 241/1990. Le amministrazioni intimate non si costituiscono.
La Motivazione della Corte
Il Collegio esamina prioritariamente il secondo motivo, benché proposto in via subordinata. Richiamando l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 5 del 27 aprile 2015, il TAR ribadisce che in primo grado la parte può graduare motivi e domande in modo vincolante per il giudice, salvo che il vizio si traduca nel mancato esercizio di poteri spettanti all’autorità competente. Rientra in questa eccezione la dedotta mancata acquisizione di un parere obbligatorio per legge: dinanzi a tale contestazione il giudice non può che rilevare il vizio e assorbire le altre censure, non potendo dettare le regole dell’azione amministrativa a un organo che non ha ancora esercitato il proprio munus.
Nel caso concreto l’Unione dei Comuni non ha acquisito il parere previsto dall’art. 146, comma 5, d.lgs. n. 42/2004, che impone alla regione di pronunciarsi dopo aver ottenuto il parere vincolante del Soprintendente sugli interventi ricadenti in aree tutelate. L’amministrazione ha invece dichiarato l’improcedibilità sulla base di una propria autonoma valutazione della portata del vincolo paesaggistico, peraltro contestata dalla ricorrente, senza dare atto della trasmissione degli atti alla Soprintendenza.
Il parere è pacificamente obbligatorio e vincolante, come confermato dalla giurisprudenza richiamata (TAR Lombardia – Brescia, Sez. I, n. 723 del 4 agosto 2021). La sua mancata acquisizione determina l’illegittimità della declaratoria di improcedibilità e la fondatezza del ricorso su questo punto.
Poiché l’accoglimento riguarda un vizio riconducibile all’incompetenza, gli ulteriori motivi sono necessariamente assorbiti. Il ricorso è quindi accolto e la nota n. 947 del 14 ottobre 2024 è annullata, restando salvo il potere-dovere delle amministrazioni di rideterminarsi, ciascuna per la propria competenza, sull’istanza della ricorrente. Le spese sono integralmente compensate, in ragione della natura formale del vizio sotteso all’accoglimento.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.