Sopravvenuta carenza di interesse per trasferimento regionale del potere concessorio (TAR Sardegna n. 247 del 05.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
La sopravvenienza normativa che trasferisce dalla competenza comunale a quella regionale il potere di rilasciare le concessioni sui beni del demanio marittimo determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso avverso il diniego opposto dal Comune alla richiesta di proroga ex art. 1, comma 682, legge n. 145/2018. L’annullamento giurisdizionale del provvedimento comunale non recherebbe alcun beneficio concreto al ricorrente, divenuta la Regione soggetto competente a decidere sulle istanze di proroga delle concessioni in essere.

Il Fatto

Un consorzio, titolare di una concessione demaniale marittima in località Cala del Faro, presentava istanza di proroga del titolo al 31 dicembre 2033 ai sensi dell’art. 1, comma 682, legge n. 145/2018. Il Comune, con Determinazione Dirigenziale, non accoglieva le richieste di estensione, estendendo al 31 dicembre 2021 la validità delle concessioni di propria competenza e rinviando l’assegnazione dei titoli a procedure concorsuali. Con successiva nota, il Comune comunicava il diniego alla richiesta di proroga, respingendo le osservazioni del consorzio.

Il consorzio e il socio impugnavano i provvedimenti, deducendone l’illegittimità. Si costituivano in giudizio il Comune e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La Motivazione della Corte

Il Comune, con memoria pervenuta in segreteria, rappresentava la sopravvenuta novità legislativa costituita dalla legge regionale Sardegna n. 7 del 22 aprile 2021. L’art. 24, comma 2, lettere a) e b), di tale legge trasferiva dalla competenza comunale a quella regionale il potere di rilasciare tutte le concessioni sui beni del demanio della navigazione interna, del mare territoriale e del demanio marittimo non attribuite allo Stato, nonché sulle aree e specchi acquei connessi a strutture portuali di interesse regionale. La parte ricorrente nulla controdeduceva sul punto.

Il TAR rileva che il mutamento normativo determina, sul piano processuale, una sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del gravame. Il diritto fatto valere dal ricorrente, ossia ottenere dal Comune la proroga della concessione fino al 31 dicembre 2033, non può più essere affermato: il Comune è stato privato dal legislatore regionale del relativo potere concessorio in materia demaniale marittima. La carenza di interesse si estende alla domanda di annullamento del diniego, in quanto il trasferimento delle competenze all’autorità regionale priva automaticamente di ogni potenzialità lesiva il provvedimento comunale impugnato.

Anche un eventuale annullamento giudiziale del diniego non recherebbe alcun beneficio concreto al ricorrente, essendo divenuta la Regione Sardegna il soggetto competente a decidere sulle istanze di proroga. Il Collegio dichiara pertanto il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese vengono integralmente compensate, tenuto conto dell’esito in rito della vicenda e dell’oggettiva peculiarità del caso.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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