Controllo Corte conti su gestione finanziaria di CDP S.p.A. per il 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 24 del 20.03.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo che la Corte dei conti esercita sulla gestione finanziaria della Cassa depositi e prestiti S.p.A. ai sensi dell’art. 5, comma 17, del d.l. n. 269 del 2003 si svolge secondo le modalità dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958 ed è riferito al Parlamento con la relazione prevista dall’art. 7 della medesima legge. Il sindacato non investe le scelte di gestione, ma verifica la coerenza dell’attività con il quadro normativo e statutario, la sostenibilità economico-finanziaria degli interventi e l’adeguatezza dei presidi di controllo interno. La separazione tra gestione separata, alimentata dalla raccolta postale assistita dalla garanzia dello Stato, e gestione ordinaria, non garantita, costituisce il presupposto di compatibilità dell’operatività societaria con la disciplina sugli aiuti di Stato. La Sezione invita la Società a verificare costantemente la non sussistenza di professionalità interne prima di ricorrere a consulenti esterni, in un’ottica di efficacia, efficienza ed economicità.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il bilancio di esercizio 2023 della Cassa depositi e prestiti S.p.A., società per azioni controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, insieme alle relazioni del Presidente del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale, trasmessi in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958.
Il referto riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo sulla gestione finanziaria, dando conto delle vicende societarie, dell’attività svolta, dei risultati contabili e delle partecipazioni detenute. Il precedente referto, relativo all’esercizio 2022, era stato deliberato con determinazione n. 16 del 6 febbraio 2024.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce anzitutto l’assetto societario e la struttura di gruppo. Il capitale sociale, pari a euro 4.051.143.264, è detenuto per l’82,77 per cento dal Mef, per il 15,93 per cento da fondazioni bancarie e per l’1,30 per cento da azioni proprie. La Società non è inclusa nell’elenco delle amministrazioni pubbliche del conto economico consolidato, ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge n. 196 del 2009.
Sul piano della governance, il Collegio sindacale svolge anche le funzioni di Organismo di vigilanza ex d.lgs. n. 231 del 2001. Nel 2023 il Consiglio di amministrazione si è riunito 22 volte e il Collegio 17 volte. La Corte dà atto dell’aggiornamento del Modello 231, avvenuto in due occasioni, per recepire la disciplina del Whistleblowing introdotta dal d.lgs. n. 24 del 2023.
Con riguardo alle consulenze, la Sezione rileva che le spese ammontano a 13 milioni di euro, in decremento di 0,8 milioni rispetto al 2022. Pur riconoscendo la complessità tecnica di alcune tematiche, la Corte invita la Società alla previa costante verifica della non sussistenza di professionalità interne idonee, in un’ottica di efficacia, efficienza ed economicità della gestione.
Sul sistema dei controlli interni, la Corte descrive l’articolazione su tre livelli, con la funzione di Internal audit dipendente dal Consiglio di amministrazione tramite il Presidente, a garanzia dell’indipendenza. Sul personale, la spesa di CDP S.p.A. registra un aumento dell’11 per cento, sostanzialmente dovuto alla crescita della popolazione aziendale in linea con il piano strategico.
La Corte esamina poi l’attività svolta: nel 2023 il Gruppo ha impegnato risorse per 20,1 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 30,6 miliardi dell’anno precedente. Particolare rilievo è dato alle iniziative legate al Pnrr, all’operatività di advisory e agli interventi di sostegno a imprese, enti locali e cooperazione internazionale, tra cui il Plafond Africa previsto dal d.l. n. 89 del 2024.
Sui risultati contabili, l’esercizio 2023 si chiude con un utile netto di CDP S.p.A. pari a 3,1 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2,5 miliardi del 2022, e un patrimonio netto salito a 27,9 miliardi. La raccolta postale ammonta a 284.624 milioni di euro, in aumento per effetto degli interessi maturati. Il bilancio consolidato del Gruppo registra un utile di pertinenza della Capogruppo di 3.307 milioni di euro, in riduzione rispetto al 2022.
Nota della Redazione
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