Controllo gestione finanziaria IIT esercizio 2023 e limiti di spesa (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 14 del 05.03.2025)

Principi di diritto (Massima)
La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia, pur avendo natura giuridica di soggetto di diritto privato, è sottoposta al controllo della Corte dei conti ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, in quanto ente finanziato in via prevalente dallo Stato. La sua inclusione nell’Elenco Istat comporta l’assoggettamento alle misure di contenimento della spesa, tra cui il d.p.c.m. 23 agosto 2022 sui compensi agli organi e i limiti di cui all’art. 1, commi 590 e ss., della legge n. 160 del 2019. La Corte riferisce al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria, segnalando gli scostamenti e le raccomandazioni per il mantenimento degli equilibri di bilancio.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il bilancio della Fondazione IIT relativo all’esercizio 2023, trasmesso in adempimento dell’art. 4, comma 2, della legge n. 259 del 1958, insieme alle relazioni del Presidente e del Collegio sindacale. La verifica riguarda la gestione finanziaria dell’ente, il rispetto dei limiti di spesa imposti dalla legge di bilancio 2020 e l’andamento dei principali aggregati patrimoniali ed economici.

Il bilancio chiude con un avanzo di esercizio di euro 6.893.438, in flessione del 5,31 per cento rispetto all’anno precedente. La Corte ha esaminato l’attività istituzionale, le risorse umane, l’attività negoziale e il contenzioso, formulando raccomandazioni su alcuni profili gestionali.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce in primo luogo il quadro normativo applicabile. L’Istituto, istituito con l’art. 4 del decreto-legge n. 269 del 2003, è una fondazione di diritto privato, con la conseguenza che non trovano applicazione né la disciplina del d.lgs. n. 165 del 2001 sul lavoro pubblico, né la normativa sugli enti pubblici di ricerca di cui al d.lgs. n. 218 del 2016. Tuttavia, la prevalenza dei finanziamenti pubblici determina la sottoposizione alla vigilanza del Mur e del Mef, l’inserimento nell’elenco Istat e la qualifica di organismo di diritto pubblico ai fini del codice dei contratti.

Sul piano dei compensi, la Corte rileva che il d.p.c.m. n. 143 del 2022 fissa il livello dei compensi degli organi in funzione della classe di appartenenza dell’ente. Il Direttore scientifico percepisce una retribuzione annua lorda di 240 mila euro, confermata dal Mef in deroga alle nuove previsioni regolamentari. La Corte richiama il recente orientamento del Consiglio di Stato, Sez. V, n. 10508 del 2024, secondo cui il tetto retributivo di cui all’art. 23-ter del d.l. n. 201 del 2011 costituisce principio generale di finanza pubblica.

Con riguardo ai limiti di spesa, la Corte verifica il rispetto dell’art. 1, comma 590, della legge n. 160 del 2019, che impone il contenimento delle spese per consumi, servizi e godimento di beni di terzi entro la media del triennio 2016-2018. Il Collegio sindacale ha attestato il rispetto dei predetti limiti. La Corte dà atto che la Fondazione è stata inserita tra le amministrazioni assoggettate alla fase pilota del nuovo sistema contabile accrual unico.

Sul piano gestionale, la Corte segnala l’elevato numero di affidamenti diretti, pari a oltre 38 milioni su 54,4 milioni di contratti stipulati, e raccomanda il rispetto del principio di rotazione di cui all’art. 49 del d.lgs. n. 36 del 2023. Quanto al costo del personale, pari a 95,5 milioni con un’incidenza del 61,7 per cento sui costi della produzione, la Corte invita l’ente a un’attenta valutazione dei costi per il mantenimento degli equilibri di bilancio. Analogamente, raccomanda il monitoraggio delle spese di missione e di viaggio, aumentate rispetto all’anno precedente.



Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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