Decadenza dall’alloggio Assegnato e Proposta di Acquisto: Difetto di Giurisdizione (TAR Puglia n. 15 del 08.01.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il provvedimento prefettizio che accerta la decadenza dall’assegnazione di un alloggio di edilizia sovvenzionata, concesso ai sensi dell’art. 18 d.l. n. 152/1991, si risolve in un’attività meramente acclaratoria del venir meno dei requisiti legittimanti e non è sindacabile nel merito, ove la decadenza discenda dal pensionamento dell’assegnatario da oltre tre anni ai sensi dell’art. 3, comma 1-bis, d.l. n. 47/2014. La pretesa dell’assegnatario ad acquistare l’immobile, fondata sulle previsioni nazionali e regionali in materia di alienazione, integra una posizione di diritto soggettivo che esula dalla giurisdizione amministrativa. Il criterio di riparto si radica sulla natura della posizione giuridica fatta valere in giudizio: la relativa controversia appartiene al giudice ordinario e va riproposta ai sensi dell’art. 11 c.p.a.

Il Fatto

La ricorrente, ex appartenente alla Polizia penitenziaria, aveva ricevuto in assegnazione un alloggio di edilizia sovvenzionata di proprietà dell’ARCA Capitanata con decreto prefettizio del 2009, in applicazione dell’art. 18 d.l. n. 152/1991, norma che ha previsto un programma straordinario di edilizia residenziale per i dipendenti impegnati nella lotta alla criminalità organizzata. Con il successivo contratto del 2009 l’immobile era stato concesso in locazione.

Collocata in quiescenza dal 1° febbraio 2018, la ricorrente ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Foggia che dà atto della decadenza dall’assegnazione, la diffida e la costituisce in mora al rilascio entro quindici giorni. A fondamento del gravame ha dedotto di aver formulato proposta di acquisto dell’immobile, anche in forza della normativa regionale pugliese che ammette l’alienazione in favore degli appartenenti alle forze dell’ordine cessati dal servizio: sarebbe perciò irragionevole imporre il rilascio laddove l’immobile possa essere acquistato in proprietà.

La Motivazione della Corte

Il Collegio qualifica preliminarmente la questione su un duplice versante. Sul piano privatistico la ricorrente ritiene di essere legittimata all’acquisto per effetto delle manifestazioni di disponibilità formulate e delle previsioni legislative intervenute; su quello pubblicistico si controverte della legittimità dell’azione prefettizia. Rileva, inoltre, la nota con cui ARCA ha comunicato la risoluzione contrattuale di diritto dopo aver preso atto della decadenza.

Sotto il primo profilo, la tesi attorea costruisce una posizione di diritto soggettivo – quella di potenziale acquirente – che prescinderebbe dal provvedimento prefettizio e discenderebbe direttamente dalle prerogative riconosciute dalle leggi in capo agli assegnatari. Un simile assunto si scontra con il criterio di riparto fondato sulla natura della posizione fatta valere in giudizio, richiamato dalla Cass. SS.UU., ord. 28.5.2020, n. 10082. Il Collegio rileva pertanto il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario, davanti al quale la causa può essere riproposta ai sensi dell’art. 11 c.p.a.

Sul versante pubblicistico il ricorso è comunque inammissibile. Non è dato cogliere alcun motivo di censura all’attività provvedimentale: il decreto risulta immune da vizi e si sostanzia in un’attività acclaratoria con cui la Prefettura ha preso atto del venir meno dei requisiti normativi che avevano legittimato l’assegnazione.

Il Collegio richiama l’art. 3, comma 1-bis, d.l. n. 47/2014, convertito dalla legge n. 80/2014, secondo cui gli alloggi concessi ai sensi dell’art. 18 d.l. n. 152/1991 rimangono assegnati in locazione per un periodo di ulteriori tre anni dalla cessazione dall’incarico in caso di pensionamento dell’assegnatario. Nessun dubbio sussiste, dunque, sul fatto che la ricorrente non abbia più i requisiti legittimanti l’assegnazione, essendo cessata dal servizio dal 1° febbraio 2018.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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