Confermata la destinazione agricola: consumo di suolo e discrezionalità del piano (TAR Lombardia n. 164 del 16.01.2025)

Principi di diritto (Massima)
In materia di pianificazione urbanistica il Comune gode di ampia discrezionalità, sindacabile dal giudice amministrativo solo per arbitrarietà o irragionevolezza manifeste ovvero per travisamento dei fatti. La conferma della destinazione agricola di un’area, in continuità con il previgente strumento, non integra alcuna modifica peggiorativa e non lede un affidamento qualificato. Le scelte di piano finalizzate al contenimento del consumo di suolo e alla rigenerazione urbana costituiscono espressione di merito non sindacabile. La qualificazione a verde agricolo è legittima anche se l’area non soddisfi interessi agricoli diretti, purché risponda a esigenze di ordinato governo del territorio e di equilibrio ambientale. L’Amministrazione non è tenuta a confutare analiticamente ogni osservazione, essendo sufficiente il contrasto con i principi ispiratori del piano.

Il Fatto

Il ricorrente, proprietario di un’area nel Comune di Travedona Monate, ha impugnato la deliberazione consiliare con cui è stata approvata la Variante generale al P.G.T., nella parte in cui non ha accolto la sua osservazione e ha confermato la destinazione agricola inedificabile del fondo. In sede di adozione l’area era già classificata agricola; il privato aveva chiesto l’inserimento in zona residenziale o, in alternativa, una capacità edificatoria concentrata in una porzione del lotto.

Il ricorrente ha dedotto eccesso di potere per irragionevolezza, travisamento, violazione del principio di proporzionalità, disparità di trattamento e difetto di motivazione, chiedendo una verificazione o consulenza tecnica. Con motivi aggiunti ha impugnato gli allegati alla delibera, deducendo il mancato effettivo esame dell’osservazione. Il Comune si è costituito chiedendo il rigetto.

La Motivazione della Corte

Il Collegio respinge anzitutto la richiesta di verificazione. La consulenza tecnica e la verificazione non sopperiscono alle carenze probatorie delle parti e non costituiscono autonomo mezzo di prova. Esse hanno la sola funzione di chiarire dubbi su elementi già ritualmente introdotti, non di esonerare la parte dai propri oneri probatori; la documentazione in atti è risultata esaustiva.

Respinta anche la richiesta di stralcio della documentazione prodotta dal Comune su ordine giudiziale. Il processo amministrativo è retto dal principio dispositivo con metodo acquisitivo e non tutela solo interessi privati; l’acquisizione iussu iudicis non comprime le difese, tanto più che il ricorrente ha contestato gli atti con i motivi aggiunti.

Nel merito, il Collegio rileva che l’area ricade nella fascia di rispetto di 300 metri dal Lago di Monate, è soggetta a vincolo paesaggistico, è in cono visuale e in classe di sensibilità alta. La Variante persegue il contenimento del consumo di suolo, la rigenerazione urbana e la riduzione della superficie urbanizzabile di circa il 50%. Tali finalità sono idonee a supportare le scelte comunali, riconducibili all’ampia discrezionalità in materia.

Non sussiste alcun affidamento tutelato: l’area era già agricola e non vi è stata modifica peggiorativa, né opera un divieto di reformatio in peius. La destinazione a verde agricolo è legittima anche senza interessi agricoli diretti, potendo rispondere a esigenze di ordinato governo del territorio. Irrilevante il carattere interstiziale del lotto: in sede pianificatoria la nozione di lotto intercluso opera solo quando manchi spazio per ulteriore pianificazione, non nelle zone parzialmente urbanizzate. Insussistente anche la disparità di trattamento, non essendo invocabile la parità rispetto ad aree a diversa disciplina.

Infine, l’osservazione è stata espressamente esaminata e controdedotta; l’onere motivazionale è soddisfatto dal mero contrasto con i principi ispiratori del piano, senza obbligo di analitica confutazione. Ricorso introduttivo e motivi aggiunti sono respinti; spese compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *