Diniego di voltura di concessione demaniale e obbligo di istruttoria effettiva (TAR Calabria n. 1787 del 29.10.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il diniego di voltura di una concessione demaniale è illegittimo per difetto di istruttoria e di motivazione quando l’amministrazione fonda il rigetto su un sopralluogo asseritamente eseguito ma non documentato da alcun verbale, su una distanza del varco dallo svincolo qualificata come "esigua" senza alcuna operazione di misurazione e su violazioni del disciplinare concessorio indicate solo genericamente. L’amministrazione deve dare conto, con maggior sforzo motivazionale, del mutamento dello stato dei luoghi intervenuto rispetto al titolo originario, tanto più quando l’accesso sia risalente nel tempo. Il provvedimento che dispone la chiusura dell’accesso presuppone gli imprescindibili accertamenti di fatto, da eseguirsi mediante accesso ai luoghi in contraddittorio con l’interessato.
Il Fatto
Nel 1991 l’ente concessionario rilasciava a un soggetto una concessione demaniale per la realizzazione di un accesso ad uso agricolo lungo la S.S. 18, al km 255+837. La concessione veniva rinnovata nel 2009 per ventinove anni, con rideterminazione del canone. Nel maggio 2018 il ricorrente, proprietario del fondo, chiedeva la volturazione in proprio favore del titolo già in capo al suo dante causa.
Dopo un preavviso di diniego del novembre 2020, l’ente rigettava l’istanza con provvedimento del gennaio 2021, richiamando per relationem i motivi ostativi e disponendo l’immediata chiusura dell’accesso. Il ricorrente impugnava il diniego davanti al TAR, deducendo la violazione dell’art. 10-bis legge n. 241/1990, l’illegittimità della chiusura, l’assimilabilità del diniego a una revoca, il difetto di contraddittorio sui sopralluoghi e i vizi di motivazione.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ritiene fondate le doglianze di difetto di istruttoria e di motivazione veicolate con i motivi quarto, quinto e sesto, assorbendo le ulteriori censure. Assume portata dirimente il fatto che il provvedimento impugnato faccia riferimento a un sopralluogo asseritamente eseguito senza l’allegazione, nel procedimento e nel processo, di alcun verbale.
Parimenti decisivo è il richiamo a una distanza "esigua" del varco dallo svincolo, senza alcun riferimento al compimento delle necessarie operazioni di misurazione. Analoga genericità caratterizza l’addebito di violazione del disciplinare concessorio. Il quadro istruttorio resta quindi privo dei riscontri minimi che soleggerebbero la valutazione tecnica dell’amministrazione.
Il Collegio sottolinea poi che l’accesso è presente dal 1991: l’ente avrebbe dovuto produrre un maggior sforzo motivazionale circa il mutamento dello stato dei luoghi medio tempore intervenuto e legittimante il diniego. Le stesse fotografie depositate dall’ente mostrano che l’accesso interessa un tratto rettilineo della S.S. 18, smentendo di fatto quanto asserito nel provvedimento.
Il diniego di volturazione viene pertanto annullato, con salvezza degli ulteriori provvedimenti amministrativi. Questi dovranno essere preceduti dagli imprescindibili accertamenti di fatto, da eseguirsi tramite accesso ai luoghi in contraddittorio con il ricorrente. Le spese di lite sono compensate in ragione della peculiarità della vicenda contenziosa.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.