Obblighi TUSP applicabili ai Comuni soci di società quotata (TAR Veneto n. 147 del 20.01.2026)

Principi di diritto (Massima)
La clausola di esonero dell’art. 1, comma 5, del d.lgs. n. 175/2016 — per cui le disposizioni del Testo unico si applicano alle società quotate solo se espressamente previsto — opera esclusivamente riguardo alle norme che hanno come destinatarie dirette le società, non alle disposizioni rivolte alle pubbliche amministrazioni socie. Ne consegue che il Comune socio, quando acquisisce una partecipazione anche indiretta, resta tenuto agli oneri di motivazione analitica e di trasmissione dell’atto deliberativo all’A.G.C.M. e alla Corte dei conti, ancorché l’acquisto sia perfezionato per il tramite di una propria società quotata e in house. L’art. 21-bis della legge n. 287/1990 legittima l’Autorità a esperire anche l’azione avverso il silenzio, non solo quella di annullamento, a fronte di comportamenti omissivi lesivi della concorrenza.

Il Fatto

L’A.G.C.M. ha proposto ricorso ex art. 21-bis della legge n. 287/1990 avverso l’inerzia di cinquantuno Comuni soci di una società a capitale interamente pubblico, operante in house providing nel servizio idrico integrato e nella gestione dei rifiuti. Una controllata di tale società aveva acquisito l’intero capitale sociale di un’ulteriore società, internalizzando l’attività di relining delle canalizzazioni fognarie.

L’Autorità, dopo aver acquisito informazioni dalla società, ha emesso un parere motivato con cui ha contestato la violazione degli artt. 5, 7 e 8 del d.lgs. n. 175/2016, per omessa adozione e trasmissione delle delibere comunali di approvazione dell’operazione. Quarantadue Comuni hanno riscontrato negativamente, nove sono rimasti silenti. Di qui il ricorso, con richiesta di condanna all’adozione degli atti e di nomina di un commissario ad acta.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha anzitutto respinto le eccezioni di inammissibilità. L’art. 21-bis attribuisce all’Autorità una legittimazione straordinaria che, in forza del principio di atipicità delle azioni, non si esaurisce nell’annullamento degli atti, ma si estende all’azione avverso il silenzio, quando l’inerzia dell’amministrazione pregiudichi l’interesse pubblico alla concorrenza. Il parere motivato integra un atto di diffida; l’unicità dell’azione non vincola l’Autorità a un solo rimedio processuale.

Quanto all’interesse ad agire, l’art. 8, comma 2, del T.U.S.P., che sanziona con l’inefficacia il contratto concluso in mancanza o in invalidità della delibera, disciplina gli effetti del contratto e non limita il potere di azione dell’Autorità, volto a contestare l’inerzia a monte. L’atto deliberativo, d’altra parte, è provvedimento amministrativo prodromico a un atto negoziale, come chiarito dalla Ad. Plen. n. 13 del 2014.

Nel merito, la questione centrale è l’interpretazione dell’art. 1, comma 5, del T.U.S.P. Il Collegio, richiamando la Ad. Plen. n. 1 del 2025, ha applicato il criterio letterale: la clausola di esonero si riferisce alle sole società quotate e non menziona le amministrazioni socie. Poiché la norma è derogatoria, va interpretata restrittivamente. Il richiamo è alla Sez. VI n. 3880 del 2023, che individua le disposizioni destinate alle società (artt. 6, 11, 12, 13 e 14).

La natura della società partecipata non incide dunque sugli obblighi delle amministrazioni socie. Anche la legge delega n. 124/2015 conferma la distinzione tra tipi societari in ragione della quotazione, senza differenziare gli adempimenti a carico degli enti. L’obbligo di delibera motivata si impone a maggior ragione quando l’acquisto sia perfezionato da una società in house, che conserva tale natura nonostante la quotazione.

Nel caso concreto, l’acquisto indiretto di partecipazioni ha costituito decisione significativa, non assumibile autonomamente dalla società, ma riservata agli enti soci che esercitano il controllo analogo. Il ricorso è stato quindi accolto, dichiarata l’illegittimità dell’inerzia e condannato il Comune a conformarsi al parere, con adozione della delibera entro sessanta giorni.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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