Opere abusive su corso d’acqua, accessorietà della scala e valutazione unitaria dell’intervento (TAR Lombardia n. 228 del 25.01.2025)

Principi di diritto (Massima)
Gli interventi edilizi devono essere valutati nel loro complesso e mai in maniera atomistica o frazionata, allo scopo di comprenderne l’impatto effettivo, globalmente e cumulativamente considerato. Ne consegue che l’opera accessoria di un manufatto abusivo non sanato ripete le caratteristiche di illegittimità dell’opera principale alla quale inerisce strutturalmente, anche ove in astratto sia riconducibile alla manutenzione straordinaria o al restauro. La costruzione di una scala di accesso all’alveo di un corso d’acqua non integra l’intervento di manutenzione esente da autorizzazione paesaggistica ai sensi del punto A.25 dell’Allegato A al d.P.R. n. 31/2017, poiché comporta alterazione permanente della visione d’insieme della morfologia del corso d’acqua. Per la realizzazione o modifica sostanziale di scale esterne è richiesto il procedimento autorizzatorio semplificato. Le prescrizioni edilizie e paesaggistiche restano di cogente applicazione anche quando le opere corrispondano a obblighi posti dalla legge a carico del proprietario.

Il Fatto

A seguito di un esposto, il Comune di Pavia ha verificato la regolarità degli interventi su un ex molino adiacente a un corso d’acqua, sito nel perimetro del Parco lombardo della Valle del Ticino. I sopralluoghi hanno accertato la deviazione del corso d’acqua rispetto all’alveo originario mediante muri di contenimento, oltre a ulteriori opere prive di titolo edilizio e di autorizzazione paesaggistica.

Il Comune ha quindi ingiunto alla società proprietaria dei mappali interessati la demolizione delle opere abusive ai sensi dell’art. 35 del d.P.R. n. 380/2001 e degli artt. 167 e 181 del d.lgs. n. 42/2004. L’ordinanza è stata trasmessa anche ai comproprietari delle opere utilizzate per accedere al vecchio alveo. I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento deducendo l’incertezza sulla proprietà delle aree, la mancata individuazione dell’originario corso del corso d’acqua e l’esenzione paesaggistica delle opere di manutenzione.

La Motivazione della Corte

Il Collegio respinge l’unica censura. Quanto alla proprietà delle aree, l’ordinanza evidenzia che la deviazione ha spostato l’alveo dal reticolo idrico minore regionale su terreno privato, individuando con precisione il presupposto della sanzione. Anche la contestata genericità sull’originario percorso è smentita dal richiamo a mappe catastali, ortofoto e aerofotogrammetrie contenuti nelle relazioni di sopralluogo.

I ricorrenti non sono destinatari dell’ordine di ripristino dell’alveo, non essendo individuati quali responsabili dell’abuso né proprietari dell’area di sedime. L’onere loro imposto riguarda la rimozione di una scala in muratura con parapetti in ferro. Tale manufatto, pur di modeste dimensioni, costituisce elemento accessorio di un’opera abusiva e va valutato unitariamente al complessivo intervento contestato.

La Corte richiama il principio per cui gli interventi edilizi si valutano sempre nel loro complesso, mai in maniera atomistica o frazionata (Cons. Stato n. 9022/2023, n. 496/2022, TAR Lombardia n. 3093/2024). L’opera che accede a un manufatto abusivo non sanato ne ripete l’illegittimità (Cons. Stato n. 5551/2024, n. 9866/2023).

In via aggiuntiva e autonoma, il Collegio rileva la carenza di autorizzazione paesaggistica. Il punto A.25 dell’Allegato A al d.P.R. n. 31/2017 esclude la necessità del titolo solo per interventi di manutenzione che non comportino alterazioni permanenti della visione d’insieme della morfologia del corso d’acqua. La scala, invece, altera stabilmente il contesto e può fungere da barriera parziale al libero deflusso delle acque in caso di piena; per le scale esterne il punto B.3 prescrive il procedimento autorizzatorio semplificato. Irrilevante è l’addotta esistenza di un obbligo legale a carico del proprietario. Il ricorso è pertanto respinto, con compensazione delle spese in ragione della risalenza della controversia.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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