Revoca automatica del permesso e droga lieve: serve la pericolosità in concreto (TAR Emilia-Romagna n. 240 del 03.04.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il diniego o il rinnovo del permesso di soggiorno non può fondarsi in modo automatico su una condanna per il reato di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990. Per effetto della declaratoria di incostituzionalità del combinato disposto degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998, l’amministrazione è tenuta a verificare in concreto la pericolosità sociale del richiedente. Ove siano rappresentati legami familiari significativi con soggetti residenti in Italia, la pubblica amministrazione deve operare un bilanciamento tra tutela dell’ordine pubblico e diritto all’unità familiare di cui all’art. 8 CEDU. Il provvedimento che ometta tali valutazioni è illegittimo e va annullato, con obbligo di riedizione motivata della funzione.

Il Fatto

Il ricorrente, cittadino di nazionalità tunisina, chiedeva il rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione. Il Questore di Modena respingeva l’istanza richiamando due condanne riportate nel 2019 per la medesima fattispecie di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, e quindi per spaccio di lieve entità.

Il ricorrente impugnava il diniego davanti al TAR, deducendo violazione degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998, degli artt. 3, 7 e 8 legge n. 241/1990 e difetto di motivazione. Sosteneva che l’amministrazione non aveva valutato la modesta entità dei fatti, i legami familiari in Italia con moglie e figlio minore e la non automatica ostatività delle condanne. La Questura si costituiva richiamando il carattere automaticamente ostativo delle condanne in materia di stupefacenti.

La Motivazione della Corte

Il Collegio individua il thema decidendum nella legittimità del diniego motivato dalla pericolosità sociale desunta dalle due condanne per spaccio lieve. Richiama quindi la sentenza della Corte costituzionale n. 88 dell’8 maggio 2023, che ha dichiarato l’incostituzionalità del combinato disposto degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998 nella parte in cui ricomprende tra le ipotesi di condanna automaticamente ostativa quella, anche non definitiva, per il reato di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, senza prevedere che l’autorità competente verifichi in concreto la pericolosità del richiedente.

Il TAR sottolinea che la disposizione censurata contrasta con il principio di proporzionalità: per la fattispecie in esame è escluso l’arresto obbligatorio in flagranza, sicché la preclusione assoluta risulta sproporzionata. L’interesse dello Stato alla sicurezza non è compromesso dall’apprezzamento concreto della situazione personale dell’interessato, a sua volta soggetto al sindacato di legittimità del giudice.

Il Collegio afferma che l’efficacia retroattiva della declaratoria di incostituzionalità, fatti salvi i soli rapporti giuridici esauriti, incide anche nel giudizio avente ad oggetto un provvedimento anteriore alla sentenza della Consulta, richiamando sul punto T.A.R. Campania Napoli, sez. II, 30 gennaio 2023, n. 670.

Quanto al secondo profilo, è fondata la censura sulla mancata valutazione dei legami familiari. Il ricorrente vive in Italia con la moglie e un figlio minore. Secondo la giurisprudenza richiamata, persino in presenza di condanne ostative quali lo spaccio di non lieve entità (Consiglio di Stato, sez. III, 12 aprile 2022, n. 2726), l’amministrazione deve operare un bilanciamento tra pubblica sicurezza e vita familiare, venendo in rilievo il diritto all’unità familiare ex art. 8 CEDU (T.A.R. Emilia-Romagna, sez. I, 5 maggio 2022, n. 406).

Il ricorso è pertanto accolto, con annullamento del provvedimento impugnato. L’amministrazione dovrà motivatamente riesercitare la funzione, rivalutando l’istanza, se ancora attuale, secondo i criteri enunciati e tenendo conto delle sopravvenienze rilevanti. Le spese sono compensate in ragione della particolarità della materia.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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