Diniego di sanatoria superato da nuova istanza del proprietario acquirente (TAR Sardegna n. 345 del 29.04.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il diniego di permesso di costruire in sanatoria adottato nei confronti del solo soggetto istante, nella specie la società costruttrice, non è idoneo a definire la posizione del soggetto che nel frattempo ha acquistato la singola unità immobiliare. Se l’acquirente ha presentato una autonoma istanza di accertamento di conformità riferita al proprio immobile e l’amministrazione ha avviato la relativa istruttoria, il ricorso proposto avverso quel diniego è improcedibile per carenza di interesse. La sopravvenuta iniziativa del nuovo proprietario supera il provvedimento impugnato, che resta privo di forza lesiva nei suoi confronti. Resta fermo che, per la prevalente giurisprudenza, il soggetto interlocutore del procedimento di sanatoria e formale destinatario del provvedimento finale è il solo richiedente.
Il Fatto
La ricorrente è proprietaria di un fabbricato residenziale facente parte di un intervento edilizio plurimo realizzato in forza di una concessione edilizia del 2004, poi oggetto di varianti. Rispetto al progetto approvato gli edifici sono stati realizzati con difformità consistenti in una modifica della quota di giacitura dei corpi di fabbrica sul terreno naturale, con esubero volumetrico complessivo e maggior altezza dei fabbricati.
La società costruttrice presentò nel 2006 istanza di sanatoria e di accertamento di conformità. Dopo un’istruttoria di lunga durata il Comune adottò un preavviso di diniego, notificato alla sola società istante malgrado la proprietà delle ville fosse stata ceduta a diversi acquirenti. Seguì il diniego di permesso di costruire del 20 giugno 2019, impugnato dalla ricorrente per violazione dell’art. 36 t.u. ed. n. 380/2001 e degli artt. 7 e 8 legge n. 241/1990, avendo l’amministrazione omesso di coinvolgere i nuovi proprietari, destinatari degli effetti del provvedimento.
La Motivazione della Corte
Il Collegio rileva anzitutto un dato cronologico: l’acquisto della proprietà dell’unità immobiliare da parte della ricorrente risale al 7 novembre 2006, mentre l’istanza di sanatoria della società costruttrice è antecedente. L’intero iter procedimentale si è quindi svolto formalmente nei confronti della società proponente, ma era sostanzialmente destinato a produrre effetti nei confronti dei diversi acquirenti delle ville, tra cui la ricorrente.
Quest’ultima, informata del preavviso di rigetto, aveva segnalato all’amministrazione l’intervenuta traslazione della proprietà e la necessità di un suo diretto coinvolgimento nel procedimento, anche a fini istruttori. Nel silenzio dell’amministrazione, la ricorrente ha presentato nel 2021 una nuova istanza di accertamento di conformità riferita specificamente alle difformità della propria unità abitativa, sulla quale il Comune ha avviato la necessaria istruttoria, allo stato non ancora definita.
Secondo il Tribunale il diniego impugnato, genericamente riferito alle difformità dell’intervento edificatorio unitariamente realizzato dalla società richiedente, risulta superato da questa nuova iniziativa della proprietaria, restando conseguentemente privo di forza lesiva nei suoi confronti. Il Collegio non nasconde le anomalie della vicenda: un’istruttoria protratta per tredici anni e una valutazione finale riferita all’intero compendio immobiliare, non puntualmente calibrata sugli abusi riscontrati nelle singole ville.
Il giudice richiama quindi la regola per cui il soggetto interlocutore del procedimento di sanatoria e formale destinatario del provvedimento finale è il solo richiedente, restando affidata alla tutela civile ogni questione nascente dalle vicende traslative dei diritti dominicali. Applicando tale regola, l’interesse dell’amministrazione a un corretto governo del territorio passa oggi attraverso la definizione della nuova istanza, volta a valutare la specifica compatibilità urbanistica dell’immobile. La conseguenza processuale è la declaratoria di improcedibilità del ricorso per carenza di interesse.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.