Istanza di sanatoria pendente: ricorso avverso demolizione improcedibile (TAR Lombardia n. 10 del 02.01.2025)

Principi di diritto (Massima)
La presentazione, successivamente all’impugnazione dell’ordinanza di demolizione, dell’istanza di accertamento di conformità ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 rende inefficace il provvedimento ripristinatorio e determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Il riesame dell’abusività provocato dall’istanza comporta necessariamente l’adozione di un nuovo provvedimento, di accoglimento o di rigetto, che supera quello oggetto di gravame. In caso di diniego, l’amministrazione deve emettere una nuova ordinanza di demolizione con la fissazione di nuovi termini per ottemperarvi. L’interesse al ricorso viene meno anche quando la domanda di sanatoria sia ancora in corso di definizione dinanzi all’autorità preposta alla gestione del vincolo paesaggistico.

Il Fatto

La ricorrente, società proprietaria di un compendio immobiliare adibito a somministrazione di alimenti e bevande, impugnava l’ordinanza con cui il Responsabile dell’Area Tecnica del Comune le aveva intimato la demolizione di una serie di opere ritenute abusive, con rimessione in pristino dello stato dei luoghi. Le opere contestate comprendevano un piano interrato, la chiusura di un portico, un corpo di fabbrica adibito a cucina e sala ristorante, un vano per cella frigorifera, pilastri e sostegni per tendoni, pavimentazione e parcheggio, oltre a difformità nei prospetti e nelle altezze.

Il Comune si costituiva depositando copia dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria presentata dalla ricorrente in data 30.04.2024. Con successiva memoria l’amministrazione dava atto che erano stati avviati sia il procedimento di sanatoria edilizia sia la richiesta di accertamento di compatibilità paesaggistica, trasmessa al Parco Regionale preposto alla gestione del vincolo, che non si era ancora determinato. La stessa ricorrente segnalava di aver presentato ulteriore istanza di apertura del procedimento per l’attuazione di un Ambito di Rigenerazione e Recupero, riconoscendo che tali circostanze potevano comportare il venir meno dell’interesse alla coltivazione dell’impugnativa.

La Motivazione della Corte

Il Collegio rileva che il ricorso è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, in ragione delle iniziative intraprese dalla società successivamente all’emanazione dell’ordinanza di demolizione, le quali spiegano effetti anche sull’azione giudiziaria.

La ricorrente ha depositato nelle more del giudizio una richiesta di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 per la regolarizzazione delle opere di cui era stata intimata la demolizione. Secondo l’orientamento fatto proprio dal Tribunale — richiamando Cons. di Stato, V, n. 7203 del 2024 e TAR Lombardia, Milano, Sez. IV, n. 3091 del 2024, oltre a ulteriori precedenti della stessa sede — tale circostanza rende il ricorso improcedibile, poiché l’amministrazione è tenuta a pronunciarsi con una determinazione finale sulla domanda di regolarizzazione del privato, salva la formazione del diniego per silentium.

Il Collegio condivide l’insegnamento secondo cui la presentazione dell’istanza di accertamento di conformità successiva all’impugnazione produce l’effetto di rendere inefficace il provvedimento di demolizione. Il riesame dell’abusività provocato dall’istanza, finalizzato a verificare la sanabilità di quanto costruito, comporta l’adozione necessaria di un nuovo provvedimento che supera quello gravato: in caso di diniego, il Comune dovrebbe emettere una nuova ordinanza di demolizione con nuovi termini per ottemperarvi.

Conclusa la disamina della domanda di sanatoria, ancora in corso in attesa delle determinazioni del Parco Regionale, il Comune dovrà dunque adottare un nuovo provvedimento che, in caso di rigetto, conterrà anche ulteriori termini per l’esecuzione spontanea, superando l’ordinanza impugnata. Il ricorso è pertanto dichiarato improcedibile, con compensazione integrale delle spese in considerazione della particolarità della vicenda.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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